benedizioneLa nuova Chiesa di Bergoglio sembra preferire il profano al sacro e così accade che in provincia di Bologna un parroco ritenga più utile lo shopping pasquale alle benedizioni e messe pasquali.
Così accade che don Matteo Prodi, parroco a Ponte Ronca, nel Bolognese, nonché nipote dell’ex premier e fratello di Giovanni, presidente del Consiglio di quell’istituto scolastico di Bologna in cui le benedizioni sono diventate un caso.
abbia proposto di portare invece della “classica” acqua santa, un ovetto. “Il bene si suscita con un po’ di amore donato a qualcuno, vincendo quello che è il male della nostra società, cioè l’indifferenza. Invece che qualche goccia d’acqua – afferma il sacerdote, come riporta l’Ansa – perché negli uffici e nelle scuole non portiamo qualche ovetto  suggerendo (con molta delicatezza e garbo) di portarlo a qualcuno? Magari a qualcuno a cui nessuno lo porterebbe mai. Il gesto, credo, sarebbe del tutto aconfessionale susciterebbe del bene e ai nostri ragazzi insegnerebbe qualcosa; ma non solo a loro. E per chi attende una benedizione da Dio Padre, nessuna benedizione può essere più gradita a Dio di un po’ di attenzione al prossimo”.
Il sacro spirito altruistico, secondo il sacerdote, sarebbe quindi l’intento della benedizione. “Benedire vuol dire suscitare del bene – spiega – a partire dalla certezza che la nostra vita è meravigliosa. Questo per chi crede ha la sua origine in Dio; per chi non crede deriva quantomeno dall’amore degli altri, dal prossimo, dai fratelli”. E allora, “la riflessione che faccio è semplice: se buttare qualche goccia d’acqua fa così male, vuol dire che la benedizione non suscita del bene; vuol dire, con qualche probabilità, che si deve cambiare strada”.
Va detto che don Matteo non si sottrae al suo dovere di sacerdote e in questi giorni sta girando di csa in casa per portare la tradizionale benedizione. Tuttavia per edifici scolasticie  pubblici in genere sarebbe disposto a fare eccezioni. Anche per evitare polemiche sempre più ricorrenti e sollevate da chi ha il solo scopo di attaccare la nostra religione con la scusa della laicità dello Stato.
Il suo (come quello di un numero crecsente di sacerdoti) è però un arrendersi alle circostanze senza combattere, senza neppure tentare di far valere le ragioni di chi (e si tratta della maggioranza degli italiani) ancora crede nelle proprie tradizioni e nei valori espressi dalla cattolicesimo.