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Sarebbero stati liberati in Libia Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i due operai della Bonatti rapiti in Libia la scorsa estate. La notizia è stata riferita dal Copasir e la Farnesina sta verificando.

“E’ arrivata la notizia anche a me, ma devo ancora confermarla con l’intelligence”, ha detto il presidente del Copasir, il senatore leghista Stefano Stucchi,”Avevamo sempre detto che l’importante era riportarli a casa vivi”.
La notzia giunge all’indomani della tragica uccisione degli altri due ostaggi italiani quando un blitz delle milizie di Sabrata, a ovest di Tripoli, “contro una cellula dell’Isis” ha spezzato la vita di Fausto Piano e Salvatore Failla, due dei quattro tecnici della Bonatti rapiti in Libia lo scorso luglio.

Intanto l’Italia si prepara alla guerra di Libia. Secondo l’ambasciatore americano a Roma, John R. Phillips, per stabilizzare l’area “l’Italia potrà fornire fino a circa cinquemila militari. Occorre rendere Tripoli un posto sicuro e far in modo che l’Isis non sia più libero di colpire”. In un’intervista al Corriere della Sera il diplomatico spiega che “la mancanza di un governo stabile ha reso la Libia un posto attraente per i terroristi. Non possiamo forzare un accordo, però si va verso un governo di unità nazionale che, sulla base della risoluzione dell’Onu, potrà domandare al vostro Paese e ad altri di andare a Tripoli per creare isole di stabilità e progredire da queste. La Libia è la maggiore priorità per voi ed è molto importante anche per noi. È importante che prendiate la guida dell’azione internazionale”.
Azione che potrebbe realizzarsi anche in tempi molto brevi: magari una decina di giorni per avviare la prima fase dell’operazione, stabilendo una testa di ponte in terra d’Africa con un primo contingente che prenda il controllo di un aeroporto.
Al comando italiano farà poi capo tutta la forza internazionale dispiegata in Libia, costituita dalle nostre unità, da quelle francesi e da quelle britanniche. Mentre gli Stati Uniti, specifica ancora l’ambasciatore Phillips, “uno dei sostegni sarà l’intelligence, non abbiamo discusso di nostre truppe”.