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I servizi segreti aprono gli occhi e scoprono una possibilità di cui i comuni cittadini sono consapevoli da semrpe: tra i migranti si possono nascondere terroristi islamici pronti a colpire in Italia.

In particolare esiste la forte probabilità di infiltrazioni terroristiche dai Balcani. Mentre gli Stati chiudono le frontiere, i migranti provenienti dal Medio Oriente si ammassano in Grecia e e aumentano le possibilità che parte di questi prenda il mare e si diriga verso le coste della Puglia, i servizi di intelligence lanciano l’allarme nella relazione annuale inviata al Parlamento: la regione balcanica è zona di transito privilegiato di foreign fighter (oltre 900 sono partiti da lì per i teatri di guerra), nonché area di “realtà oltranziste consolidate”.
Il rischio di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori, “che quanto alla direttrice nordafricana, nonostante ricorrenti warning, non ha trovato specifici riscontri”, si presenta invece “più concreto lungo l’asse della rotta balcanica”, scrivono i Servizi di informazione e sicurezza a sottolineare, nella Relazione annuale al parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza, il “quadro informativo che attesta le vulnerabilità di sicurezza legate all’imponente flusso di profughi provenienti dal teatro siro-iracheno, la centralità della regione quale via di transito privilegiata bidirezionale di foreign fighter, oltre che quale zona di origine di oltre 900 volontari arruolatisi nelle file del jihadismo combattente, la presenza nell’area di realtà oltranziste consolidate, in grado di svolgere un ruolo attivo nella radicalizzazione dei migranti”.
“La massa di persone in movimento verso lo spazio comunitario – si legge ancora nella relazione – oltre a costituire un’emergenza di carattere umanitario, sanitario e di ordine pubblico, può presentare insidie sul piano della sicurezza“. E l’attività d’intelligence si è focalizzata sulle possibili contaminazioni tra immigrazione clandestina e terrorismo, anche alla luce del fatto che “i contesti di crisi siriana, irachena, libica, subsahariana e del Corno d’Africa sono infiltrati in parte da espressioni terroristiche di matrice islamista che possono inquinare i canali dell’immigrazione e sottoporre alla radicalizzazione elementi poi destinati ad emigrare nei Paesi europei”.
Un altro aspetto inquietante è quello che riguarda i possibili rapporti tra migranti, terroristi e criminalità organizzata.
E’ noto che in Italia diversi sodalizi criminali sono organizzati per gestire la tratta. In Italia, spiegano ancora gli 007, proliferano gruppi criminali etnici composti prevalentemente da egiziani, del Corno d’Africa e rumeni, specializzati sia nella falsificazione documentale sia nel fornire assistenza ai migranti per il trasferimento dai centri di accoglienza alle località di destinazione nel Nord Europa. In particolare “è emersa l’operatività di sodalizi brindisini attivi nel trasferimento di migranti dalle coste della penisola balcanica meridionale verso il nostro Paese”. Nello specifico “si tratta di ex contrabbandieri di tabacchi, esperti scafisti capaci di eludere la sorveglianza marittima, che utilizzerebbero imbarcazioni veloci di limitate dimensioni (non oltre le venti persone) intercettando una domanda in grado di sostenere costi elevati di viaggio”.