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Sempre più alti i costi della presidenza del Consiglio. le spese per il funzionamento di Palazzo Chigi aumentano di anno in anno alla faccia della osiddetta spending review.

In realtà qualche risparmio era stato fatto con Monti e Letta. Ma con l’arrivo di renzi le spese hanno ripreso a salire.
A svelare l’aumento dei costi della presidenza del Consiglio è Openpolis, che ha messo a confronto i bilanci consuntivi dal 2011 al 2014.
«Dal 2011 ad oggi le spese certificate di Palazzo Chigi superano i 15 miliardi di euro – spiegano da Openpolis – buona parte del budget, oltre il 60%, è destinato alla protezione civile. Nel 2014 le uscite sono tornate a salire dopo anni di tagli».
«La macchina di Palazzo Chigi, come tutti gli organi dello Stato, ha dei costi – si legge ancora nel dossier – dalle politiche antidroga, alla protezione civile, passando per le politiche europee, gli affari regionali e tanto altro, la Presidenza del consiglio dei ministri è uno struttura molto complessa. Per capire di quanti soldi stiamo parlando, nel MiniDossier “Fidati Di Me” sono stati analizzati i conti finanziari dal 2011 al 2014 di Palazzo Chigi, per un volume di spesa che in totale supera i 15 miliardi di euro. Si parla dei cosiddetti bilanci consuntivi, che non considerano quindi solo le previsioni di inizio anno, ma che calcolano anche le cifre effettivamente impegnate nel corso dei mesi».
Analizzando le cifre nel dettaglio, si scopre che con le riforme realizzate da Mario Monti, il budget totale è sceso sui 4 miliardi di euro annui. Nel 2013 (anno del governo Letta) il bilancio consuntivo è stato ridotto a 3,5 miliardi, ed è risalito poi con il primo anno di governo Renzi a 3,6 miliardi.Buona parte del budget, oltre il 60%, è destinato alla protezione civile. Tra le voci principali di spesa anche il segretariato generale, editoria, gioventù e gli affari regionali. Da notare come il segretariato generale abbia raggiunto delle spese di gestione record nella storia recente.
Se nel 2013, infatti, si parlava di 396 milioni, nel 2014 si sono raggiunti i 754 milioni di euro. In pratica, si è passati dall’11,18% al 20,49% della spesa totale. Per spese relative al segretariato generale ci si riferisce alle dotazioni elargite a supporto dei compiti della Presidenza, e all’organizzazione e alle gestione amministrativa. Stabile, invece, l’ammontare destinato alla protezione civile: dal 2012 al 2014 si parla di oltre 2 miliardi l’anno circa.
Tra le altre spese del governo vanno segnalate quelle per l’informazione e l’editoria (il 6% del totale), per la Gioventù (5,85%), Affari regionali, autonomie e sport (2,87%), Funzione pubblica (1,16%), Pari opportunità (0,73%). Scompaiono, rispetto al 2013, le spese per «innovazione e tecnologie», che dodici mesi prima ammontavano all’1,19% del totale.
A ben vedere, l’unico vero risparmio messo in atto dal governo Renzi è quello del tempo relativo ai Consigli dei ministri. Sempre nel rapporto di Openpolis, infatti, si legge come i 102 incontri registrati nei primi due anni di governo hanno avuto una durata media di un’ora. Oltre il 30% non è arrivato a mezz’ora. Ben 11 riunioni sono durate dai 4 agli 8 minuti. Cento ore di lavoro in due anni che sembrano assai poche, pur tenendo presente che spesso i Consigli dei ministri servono solo a ratificare scelte già prese altrove. Il presidente emerito Giorgio Napolitano, insomma, quando se l’è preso con il poco lavoro svolto dai parlamentari avrebbe potuto allargare il rimprovero anche a ministri e sottosegretari.
E mancano i costi del nuovo aereo della Presidenza del Consiglio. Il cosidetto “Air Force Renzi”  preso in leasing da Ethiad, secondo un rapporto quasi segreto del Ministero della Difesa, costa agli italiani 40mila euro al giorno, 15 milioni all’anno.