TalcoIl talco può causare il cancro? Il rapporto tra l’utilizzo della polvere di talco e il cancro ovarico non è ad oggi stato scientificamente provato, ma a riportare la domanda d’attualità è un tribunale americano che ha ordinato alla multinazionale americana Johnson&Johnson di pagare 72 milioni di dollari (oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta di tumore all’ovaio, secondo la quale il decesso è stato provocato dall’uso prolungato del borotalco “Baby Powder”.
Un tribunale di St. Louis, nel Missouri, ha dato ragione alla famiglia di Jackie Fox, che ha intentato una causa civile contro la Johnson&Johnson sostenendo che a causare il tumore della donna (deceduta nell’ottobre del 2015 a 62 anni, due anni dopo aver ricevuto la diagnosi di carcinoma ovarico) fosse l’uso costante per oltre 35 anni di due prodotti a base di talco della società (“Baby Powder” e “Shower to Shower”). Il processo è durato tre settimane e secondo la giuria l’azienda non avrebbe comunicato in modo adeguato i potenziali pericoli per gli utilizzatori, per questo ha condannato la multinazionale a pagare alla famiglia della donna 10 milioni di dollari come risarcimento e 62 milioni a titolo punitivo. Carol Goodrich, portavoce di J&J, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che la compagnia sta valutando le prossime mosse legali e specifica che «la sentenza va contro decenni di evidenze scientifiche che dimostrano la sicurezza del talco come ingrediente cosmetico in moltissimi prodotti», citando a dimostrazione diverse ricerche pubblicate sia dalla Food and Drug Administration (l’equivalente statunitense della nostra Agenzia del Farmaco), sia del National Cancer Institute.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (lo Iarc di Lione) ha classificato le polveri per il corpo a base di talco come possibili cancerogeni per l’uomo nel 2006. Possibili (insieme a centinaia di altre sostanze), non probabili e neppure certe. L’ipotesi avanzata dai ricercatori è che la polvere di talco, contenente agenti infiammatori, si diffonda dagli organi genitali esterni a quelli interni femminili causando infiammazioni di lunga durata che, a loro volta, stimolano la formazione di un tumore.
«Ad oggi, però, nonostante i numerosi studi condotti negli anni, non ci sono prove a sufficienza per stabilire un legame tra borotalco e cancro», dice Paolo Scollo, presidente della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia.
Un ampio studio americano condotto dalla Harvard Medical School e pubblicato nel 2010 aveva esaminato i dati relativi a più di 66mila partecipanti e pur evidenziando un lieve aumento del rischio per le donne in menopausa che avevano un uso prolungato di talco negli anni, indicava la necessità di condurre studi più approfonditi per verificare la correlazione. Sempre nel 2010 poi lo Iarc ha pubblicato una monografia sul rapporto tra talco e tumori, ricordando come fino al 1976 i prodotti a base di polvere di talco usati nella cosmesi contenevano un maggior numero di impurità (come ad esempio le fibre di amianto) rispetto a quelli attualmente in commercio, che per legge devono esserne privi.
La conclusione a cui giungono gli esperti è che non ci sono sufficienti elementi per dimostrare un rapporto tra l’utilizzo del talco sui genitali e l’insorgere di una qualche forma di cancro.