Violento attacco al Prof. Angelo Panebianco durante una lezione all’Ateneo bolognese. Il collettivo universitario autonomo (Cua) ha interrotto la lezione che il professore stava tenendo a Scienze politiche, in strada Maggiore 45, sul tema “Teorie della pace e della guerra”, alzando uno striscione con la scritta “Fuori i baroni della guerra dall’università”
La contestazione è durata qualche minuto, poi il collettivo è uscito dall’aula e si è fermato in presidio davanti all’ingresso di Scienze politiche. Già annunciata un’altra contestazione per il 29 febbraio, giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Non è la prima volta che il professor Panebianco è vittima di contestazioni simili. Il suo studio era stato preso di mira dai collettivi, anche in quel caso dopo un articolo sul Corriere della Sera. Questa volta il fondo nel mirino dei contestatori verteva sulla situazione in Libia: “Noi in Libia saremo mai pronti?”
Durissima la presa di posizione del rettore Francesco Ubertini: “A nome di tutta la comunità accademica, esprimo la più ferma condanna per l’attacco nei confronti del professor Angelo Panebianco” per un’azione che “è in netto contrasto con le più basilari regole della vita democratica. La libertà di espressione è un valore centrale e fondamentale per l’idea stessa di Università e ogni tentativo di sopprimerla troverà sempre una dura e severa condanna da parte dell’intera comunità universitaria”.