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Dopo quanto avvenuto negli ultimi mesi e con le nuove norme europee appena entrate in vigore in che banca ho messo i miei risparmi? Posso fidarmi della sua solidità? Oppure potrei esser chiamato a concorrere a un suo eventuale salvataggio falcidiando i miei soldi?
Appena ieri, c’è stato un vero e proprio attacco speculativo in borsa contro due istituti di primaria importanza che stanno portando avanti una faticosa opera di risanamento: Banca Mps, il cui titolo ha perso l’11% a Piazza Affari, e Banca Carige, le cui azioni hanno ceduto il 13% in una sola seduta. Ad ogni modo, tra gli investitori permane qualche pereoccupazione sulla solidità del sistema bancario italiano, soprattutto in seguito alle vicende di 4 istituti regionali (Banca Marche, Etruria, Carife e CariChieti)  finiti sull’orlo del crack nel mese di novembre. Ecco allora una panoramica su quali sono invece le banche italiane considerate più solide e su come si fa a riconoscerle. L’ha stilata il settimanale Panorama.
Per misurare la solidità patrimoniale di un istituto di credito, gli analisti fanno riferimento a un particolare indicatore che si chiama Common Equity Tier 1 (Cet-1). Si tratta di un parametro che calcola il rapporto tra il capitale di una banca e le sue attività impiegate sul mercato, come per esempio i prestiti concessi alla clientela o i titoli obbligazionari posseduti. Tutte queste attività patrimoniali sono ponderate per il rischio, cioè valutate in base alla loro qualità. Avere nel portafoglio un bond con un rating elevato (tripla A), infatti, non è ovviamente la stessa cosa che possedere invece un titolo-spazzatura o un credito ormai in sofferenza che ha buone probabilità di non essere rimborsato.

Di seguito, la lista delle banche italiane con i coefficienti patrimoniali migliori.

– Finecobank
La banca del gruppo Unicredit, con il suo modello di business che integra i canali digitali con un esteso network di consulenti (personal financial advisor), ha una solidità patrimoniale decisamente sopra la media. Secondo gli ultimi dati di bilancio, relativi ai primi nove mesi del 2015, il Cet 1 ratio di Finecobank è del 20,43%. Al 30 settembre 2015, la società ha realizzato un utile netto pari a 149 milioni di euro, raggiungendo 52,5 miliardi di patrimonio totale e superando il milione di clienti.

– Banca Mediolanum
Anche la banca fondata da Ennio Doris presenta attualmente dei coefficienti di solidità patrimoniali migliori delle altre. Il Cet 1 di Mediolanum è infatti ampiamente sopra il 18% contro una media del 10,5% circa degli istituti italiani. Secondo gli analisti, tali indici consentiranno alla società di superare brillantemente gli stress test per le banche europee di piccola e media dimensione, che verranno realizzati il prossimo anno dalla Bce.

– Banca Ifis
La veneziana Banca Ifis, specializzata nella gestione dei crediti commerciali, fiscali e di quelli finanziari di difficile esigibilità, ha un Cet 1 superiore al 15%. I primi tre trimestri del 2015 si sono chiusi per l’istituto veneto con un utile netto di 148,8 milioni, pressoché raddoppiato rispetto all’anno precedente.

– Banca Generali
Anche la banca che fa capo al gruppo assicurativo Generali, specializzata nel risparmio gestito e soprattutto nel private banking, ha una solidità patrimoniale ampiamente sopra la media. Secondo gli ultimi dato di bilancio, relativi ai primi tre trimestri del 2015, il Cet 1 ratio è infatti del 13,4%. Tra gennaio a settembre, Banca Generali ha realizzato profitti per 166 milioni di euro (+17% sull’anno precedente), raggiungendo 39,3 miliardi di patrimonio gestito.

– IntesaSanpaolo
Con un Cet 1 del 13,4%, il big IntesaSanpalo presenta attualmente un indice di solidità patrimoniale migliore rispetto a quello della diretta rivale Unicredit. (10,5%). L’istituto guidato da Carlo Messina ha ricevuto delle valutazioni migliori dei concorrenti anche agli stress test, effettuati lo scorso anno dalla Banca Centrale Europea proprio per misurare la solidità patrimoniale dei big del credito.

– Ubi Banca
Un altro big con un indice di solidità patrimoniale superiore ai concorrenti è Ubi Banca. Il Cet 1 ratio per dell’istituto è infatti attorno al 13%. Secondo gli ultimi dati di bilancio, relativi ai primi tre trimestri del 2015, da gennaio a fine settembre il gruppo guidato da Victor Massiah ha realizzato un utile di 162 milioni di euro.

Fonte : Panorama