Sono scattate all’alba di oggi è sono ancora in corso perquisizioni e sequestri patrimoniali da parte della guardia di finanza a carico di 64 persone tra cui calciatori, dirigenti e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. Le 64 persone sono indagate per reati che vanno dall’evasione fiscale alle false fatturazioni. L’Inchiesta è coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli.

La guardia di finanza ha sequestrato somme di denaro, beni immobili e quote societarie per oltre 12 milioni di euro nei confronti di 58 soggetti. L’inchiesta riguarda operazioni di compravendita di calciatori. Secondo la procura, gli indagati “nel periodo fra il 2009 e il 2013 si sono resi responsabili in maniera sistematica di reati tributari, mediante condotte fraudolente finalizzate ad evadere il Fisco”. Nei confronti dei calciatori e dei procuratori, la Guardia di Finanza sta eseguendo perquisizioni anche presso le abitazioni alla ricerca di documenti bancari e contratti che potrebbero confermare la condotta illecita.

Ci sarebbero anche l’ad del Milan Adriano Galliani, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello della Lazio Claudio Lotito fra i dirigenti coinvolti nell’indagine della procura di Napoli e che ha portato al sequestro di circa 12 milioni di euro fra beni immobili, somme di denaro e quote societarie. Coinvolti anche di Ezequiel Lavezzi, Hernan Crespo e Alessandro Moggi. Lo riferisce la Procura della Repubblica di Napoli. Fra i reati contestati, quello di evasione fiscale e falsa fatturazione.

L’operazione, denominata ‘Fuorigioco’, è coordinata dal pm Vincenzo Piscitelli. In totale sarebbero 35 le società coinvolte fra club di Serie A e Serie B. Secondo l’ipotesi investigativa “i procuratori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti”. Sempre secondo la procura, alcuni agenti stranieri di nazionalità argentina “mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l’interposizione di ‘società schermo’ con sede in paradisi fiscali, delocalizzavano i proventi derivanti” appunto dalle operazioni effettuate con le società coinvolte nell’inchiesta. Per l’accusa i club, imputando l’importo pagato come reddito ai calciatori, omettevano “il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali”.