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Giornata nera, ieri, per Borse e petrolio. Lieve miglioramento solo questa mattina. La Borsa di Tokyo ha chiuso in moderato rialzo. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,6% a 17.048,37 punti ed il Topix lo 0,2% a 1.390,41 punti.A sostenere la Borsa di Tokyo è stata l’aspettativa che il governo cinese lancerà nuovi stimoli per l’economia. Il PIL della Cina è infatti cresciuto nel 2015 di solo il 6,9%. Si è trattato della più bassa crescita da 25 anni.
Tensione sulle Borse europee in una giornata condizionata ancora una volta dal continuo calo del prezzo del petrolio. E’ la fine delle sanzioni in Iran, che aumenterà l’export, ad assestare un nuovo colpo alle quotazioni del greggio. Il Brent, per la prima volta dal novembre 2003, è sceso fin sotto i 28 dollari al barile per poi riportarsi sui 29 dollari.Piazza Affari  chiude le contrattazioni a -2,65% a 18.686,86 punti, sprofonda Mps (-14,76%).
A Milano conclude la giornata con il segno meno anche il Ftse All Share, che cede il 2,68% a 20.330 punti.
La tensione sui mercati è dovuta anche i timori di un rallentamento della crescita delle economie che tengono banco in mancanza della bussola di Wall Street, chiusa per il Martin Luther King day.
Tornando a Piazza Affari, a soffrire maggiormente è il comparto bancario. In particolare è Mps il titolo più tartassato: chiusura a 0,766 euro a -14,76%. Intensissimi gli scambi, ben 121,3 milioni di azioni sono infatti passate di mano. Dall’ultima seduta del 2015 la perdita dell’istituto senese è pari al 38%, ma la caduta è cominciata due mesi e mezzo fa: da fine ottobre il calo è del 50%. A preoccupare gli investitori è sempre il fardello delle sofferenze, che zavorra Rocca Salimbeni più di altri istituti, e l’allontanarsi della prospettiva che la banca possa diventare preda di qualche gruppo pià grande.
Non solo Monte dei Paschi: Banca Carige chiude a 0,877 euro a -7,29%, Ubi a 4,91 euro a -7,28%, Banco Popolare a 10,40 euro a -6,73%, Bpm a 0,817 euro a -5,55%, Intesa Sanpaolo a 2,66 euro a -5%, UniCredit a 4,16 euro a -5,37%, Bper a 5,64 euro a -8,73%.
Nel settore oil, che ha pagato l’effetto Iran, la peggiore è stata Saipem che ha terminato gli scambi con una flessione del 5,13% a 6,8 euro. Eni ha invece contenuto le perdite mostrando un ribasso dell’1,11% a 12,41 euro.
Intanto lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund ha segnato un massimo oltre i 111 punti base per poi tornare ad attestarsi in area 108 punti.