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Dopo lo scandalo emissioni truccate della Volkswagen, anche la Renault finisce nel mirino. Oggi in Borsa i titoli della casa francese crollano dopo la notizia di perquisizioni per possibili frodi in diverse sedi della casa automobilistica. Il titolo è arrivato a perdere il 20%, influenzando anche Peugeot (-8%). L’Eurostoxx di settore è il peggiore in Europa con un calo del 5,63%.
L’agenzia France Presse, citando il sindacato Cgt Renault del sito di Lardy, ha scritto stamattina che gli investigatori del servizio antifrodi francese hanno sequestrato alcuni computer di alcune sedi Renault il 7 gennaio scorso. I settori coinvolti («omologazione e messa a punto dei controlli motori») fanno pensare che queste perquisizioni siano legate alle conseguenze dell’affaire «motori truccati» di Volkswagen, dicono i sindacati. Al momento non è stato possibile avere un commento da parte della società.
Dopo lo scandalo Volkswagen (-5,10% a Francoforte), Renault aveva annunciato in dicembre un piano di investimenti di 50 milioni di euro per ridurre lo scarto tra le emissioni delle proprie vetture in condizioni di omologazione e in condizioni reali.

Problemi anche per FCA (Fiat) il cui titolo è crollato nella Borse internazionali. Infatti collegando la performance di Fiat Chrysler a quello degli altri produttori di automobili, pesano le vendite di auto in Russia, in calo secondo la stampa locale del 36%.
Ma non basta. Due concessionari di auto di Chicago hanno fatto causa a Fca per essere stati indotti, dietro ricompensa di denaro, a falsificare i dati sulle vendite nell’ultimo giorno del mese, per correggerli poi l’indomani.
Il Gruppo ha quindi rpecisato: “Fca ha appreso che un concessionario negli Stati Uniti ha promosso contro Fca Usa una causa nella quale sostiene che Fca Us gli avrebbe offerto incentivi finanziari affinché registrasse falsamente le vendite, riportando vendite al dettaglio in un determinato mese e cancellandole in quello successivo. Sebbene l’atto di citazione non sia ancora stato notificato a Fca Us, la società è convinta del fatto che la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui Fca Us discuteva con il gruppo del concessionario della necessità che quest’ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione. La società ha piena fiducia nella integrità dei suoi processi di business e dei suoi rapporti con la rete e intende difendere vigorosamente il caso”.