naviusaDue battelli dell’Us Navy, con a bordo a 10 marinai, sono stati bloccati dai pasdaran iraniani vicino all’isola di Farsi, nella parte settentrionale del Golfo Persico. La notizia ha innescato una catena di eventi. La Casa Bianca, informata, ha mobilitato il Dipartimento di Stato. Il segretario di Stato John Kerry, dopo un colloquio telefonico con il collega iraniano Javad Zarif, ha promesso una soluzione rapida: «Saranno presto liberi». Ma intanto sono sorte polemiche da parte repubblicana ed è emerso un evidente imbarazzo nell’amministrazione.

I due motoscafi veloci, armati di mitragliatrici e costruiti per missioni essenzialmente sotto costa, erano in viaggio tra il Kuwait e il Bahrein, paese che ospita il comando della Quinta flotta statunitense, quando hanno perso i contatti radio. I battelli sarebbero finiti per errore nelle acque iraniane: uno ha avuto un’avaria e il secondo è rimasto ad assisterlo. E’ in questa fase che sono intervenuti i guardiani della rivoluzione assumendo il controllo dei natanti. Washington ha cercato di rassicurare mentre l’agenzia iraniana Fars ha usato toni duri. Infatti ha parlato di arresto dei militari, tra cui una donna. Inoltre hanno ipotizzato che gli americani fossero impegnati in una azione di spionaggio e per questo ha sequestrato alcuni apparati di bordo per analizzarli: «Gli americani sono entrati illegalmente nei nostri confini». Scambi verbali seguiti da contatti diplomatici guidati da Kerry attraverso canali ormai ben consolidati.