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E’ sempre  altissima la tensione tra Iran e Arabia Saudita, dopo l’esecuzione del leader sciita al-Nimr e di altri 46 “terroristi” e l’assalto, da parte di un gruppo di civili, all’ambasciata saudita di Teheran. Proprio questo episodio ha scatenato la reazione del governo saudita che, come annunciato dal ministro degli Esteri Said Adel al Jubeir, ha rotto le relazioni diplomatiche con l’Iran richiamando in patria tutto il personale.

Contestualmente i diplomatici di Teheran dovranno lasciare l’Arabia Saudita entro 48 ore. Il ministro degli Esteri iraniano Amir Abdollahian ha riferito che nessun diplomatico saudita è mai stato in pericolo e l’Iran è il paese più dicuro della Regione per i diplomatici. 
Ieri mattina la ‘Guida spirituale’ iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, era tornato ad attaccare Ryad: l’Arabia Saudita affronterà la “vendetta divina” per l’esecuzione dell’imam sciita. “L’ingiusto spargimento di sangue di questo martire avrà delle repentine conseguenze”, ha aggiunto il leader supremo parlando agli esponenti religiosi sciiti di Teheran. L’ayatollah ha sottolineato che il capo religioso della minoranza sciita in Arabia Saudita “non ha mai incoraggiato le persone all’azione armata, non ha neanche cospirato segretamente ma l’unica cosa che ha fatto è stata una dura critica pubblica che deriva dal suo zelo religioso”.
Condanna anche da parte dell’ayatollah iracheno al Sistani che definisce l’esecuzione del leader sciita “un’ingiustizia e un’aggressione”. Un atto per il presidente iraniano Rohani che “viola i diritti umani e i valori islamici”. Rohani ha espresso su twitter condoglianze alla famiglia di al-Nimr, ma ha anche definito “inaccettabile” l’attacco contro l’ambascita di Ryad.
Proteste contro le esucuzioni anche in Pakistan, fino a Londra e Washington, con la dura nota della Casa Bianca che invita alla moderazione sui diritti umani il Paese a maggioranza sunnita, mentre Emirati Arabi e Bahrein si schierano con Ryad.
E la crisi ha immediate ripercussioni sui mercati finanziari
Crollano le borse asiatiche dopo i dati deludenti sulla manifattura cinese e mentre sale la tensione in Medio Oriente a causa dello scontro tra Arabia saudita e Iran. Shenzhen ha chiuso in calo dell’8,22%, Shanghai del 6,86%, Tokyo del 3,06%, Seul del 2,17%. Hong Kong, sul finale di seduta, ha perso il 2,5%.
Ovviamente sulla scia negativa, anche le Borse europee hanno aperto in sofferenza. Milano, nonostante la quotazione di Ferrari, ha aperto in calo del 2,25%. Guida i ribassi

Francoforte, con l’indice Dax che arretra del 3,37%. Segue Parigi, con il Cac 40 che cede il 2,69%, mentre a Londra il Ftse 100 perde il 2,01%.