LIBIA1jpgImportante svolta in Libia. i rappresentanti dei parlamenti rivali di Tobruk e Tripoli hanno firmato, in Marocco, l’accordo per la formazione del governo di unità nazionale.
Non sono però mancate, prima del sigillo, le proteste: in particolare quelle di un gruppo di deputati di entrambe le assemblee, in disaccordo sui nomi scelti per comporre l’esecutivo. Sembra comunque che la contestazione sia stata risolta dopo qualche ora di trattative. Che hanno dunque consentito lo svolgimento della cerimonia senza problemi.
Questo “è un giorno di speranza per i libici, che ora sono chiamati ad affrontare una grande responsabilità” ha commentato il ministro degli Esteri italiano Gentiloni. Ed ha aggiunto che ora per il nuovo esecutivo “è prioritario ampliare la base di consenso”. Quanto all’Italia, il titolare della Farnesina ha ribadito che il nostro Paese è “pronto a fare la sua parte per dare stabilità e sicurezza alla Libia”, collaborando con le autorità locali secondo quanto dalle stesse richiesto.
Chiaramente molto positive anche le parole di Martin Kobler, delegato Onu per la Libia, che subito dopo la firma ha dichiarato: “questa è una giornata storica. Tutte le parti hanno fatto concessioni, mettendo l’interesse del Paese davanti a tutto. La comunità internazionale continuerà il suo appoggio al futuro governo libico”. Inoltre, ha poi scritto su twitter, “le porte rimangono aperte anche per coloro che non erano presenti in Marocco. Il nuovo governo si deve muovere urgentemente per rispondere alle preoccupazioni di coloro che si sentono marginalizzati”. E quanto alle prossime sfide che il Paese nordafricano dovrà affrontare, per il diplomatico tedesco la principale è quella della guerra al terrorismo.
Restano comunque una serie di incognite. E neanche piccole. Prima fra tutte il fatto che le firme sul documento sottoscritto a Skhirat sono dei vicepresidenti delle due assemblee rivali e non dei presidenti, che sembra volessero procedere con ulteriori approfondimenti e discussioni. E che, nella loro posizione, hanno impedito che il documento venisse preventivamente votato dai deputati.

Va ricordato, infine, che la Libia è un Paese estremamente frammentato, socialmente, politicamente ed etnicamente. Si vedrà – scrive la stampa – se i libici riusciranno a sostenere concretamente e quotidianamente un governo che deve riportare il Paese in carreggiata”.