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Alla trentunesima votazione si sblocca l’impasse delle Camere sulla Consulta. Fumata bianca, dunque, con l’elezione dei giudici mancanti per completare la rosa della Corte Costituzionale. Si tratta dei giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. E l’impasse si sblocca – tra le ire degli azzurri – quando Matteo Renzi gela Forza Italia, dando il via libera ad un accordo che coinvolga M5S e centristi ma escluda Fi.

Sì alla terna proposta dal Pd dai deputati e dai senatori del movimento. A questo punto, in serata, Augusto Barbera ha ottenuto 581 voti, Franco Modugno 609 voti e Giulio Prosperetti 585 voti. Il quorum era di 571 voti.
Fortemente contrariata Forza Italia che è stta tagliata fori dalle nomine.
“Questo premier estende i suoi interventi ovunque e pone i suoi uomini dovunque mentre noi lasciavamo sempre una percentuale di nomine alle opposizioni, afferma Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Vespa. “Dico solo – aggiunge – che è molto grave che la Consulta non abbia al suo interno nemmeno un giudice che sia del centrodestra che oggi tra gli elettori è la componente più importate. E’una cosa grave”. “Se fossi presidente della Repubblica – ha detto sempre alla presntazione del libro di Vespa – scioglierei il Parlamento ed andrei alle elezioni”.
Il blocco delle nomine, che durava da settimane, è stato superato ieri dall’improvvisa decisione di Matteo Renzi di abbandonare Forza Italia e accordarsi con il Movimento 5 Stelle. Il PD ha adottato la “politica dei due forni” teorizzata anni addietro da Giulio Andreotti. Una politica finora rrisultata sempre vincente.