peraltaAvvicinato da due tizi in moto e brutalmente freddato con ben undici proiettili al volto. Tutto nel giro di pochi secondi, davanti agli occhi di decine di passanti. Un’esecuzione in piena regola quella che ieri pomeriggio ha stroncato la vita di Arnold Peralta, centrocampista onduregno classe ’89 del Deportivo Olimpia già da anni nel giro della nazionale. L’agguato è avvenuto nel suo Paese a La Ceiba, città sulla costa atlantica, mentre il calciatore si accingeva a salire a bordo della propria vettura nel parcheggio di un centro commerciale.Tutti da chiarire i motivi dell’assassinio che, secondo la stampa locale, per dinamica e modalità fa pensare a un brutale e atroce regolamento di conti. Poche prima di essere ucciso, Peralta aveva tra l’altro ricevuto la convocazione in nazionale per l’amichevole in programma mercoledì prossimo contro Cuba.
Gli inquirenti indagano mantenendo la massima riservatezza, ma il quotidiano “La Prensa” ha ipotizzato un possibile legame con un altro dramma che ha sconvolto la famiglia Peralta sei mesi fa: l’assassinio di Byron, cugino 28enne di Arnold, ucciso l’1 giugno da tre uomini incappucciati che, dopo aver fatto irruzione in casa, lo hanno crivellato di colpi senza dargli il tempo di alzarsi dal divano su cui era seduto. Nonostante la brutalità e la modalità del crimine, la polizia archiviò frettolosamente il caso come “omicidio a scopo di rapina” (peraltro senza trovare i responsabili). Ma l’assassinio di Arnold potrebbe rivelare nuovi scenari.