fabbrica01Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia nel 2015 sono crollate del 27,5 per cento per effetto dell’embargo che ha alimentato tensioni commerciali che hanno interessato anche i prodotti non colpiti direttamente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della richiesta italiana di aprire un “dibattito politico” sul rinnovo delle sanzioni economiche della Ue alla Russia in scadenza il 31 dicembre prossimo. Le sanzioni europee -sottolinea la Coldiretti hanno portato la Russia a decidere a partire dal 6 agosto 2014 il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi dell’Ue, dagli Usa, ma anche da Australia, Canada e Norvegia. Se i settori piu’ colpiti sono chiaramente quelli interessati dall’embargo, effetti considerevoli – sottolinea la Coldiretti – si registrano anche in altri importanti comparti, dal tessile all’arredamento fino ai mezzi di trasporto. Nell’agroalimentare – sostiene la Coldiretti – ai danni diretti stimati in 20 milioni di euro al mese di mancate esportazioni si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Lo stop alle importazioni dall’Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi con la produzioni casearia russa di formaggio –  conclude la Coldiretti – che nei primi quattro mesi del 2015 ha registrato infatti un sorprendente aumento del 30 per cento e riguarda anche imitazioni di mozzarella, robiola o Parmesan.