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L’ìinternazionale del terrore islamista oggi ha colpito in Mali. Venerdì di terrore nell’hotel Radisson Blu di Bamako, un albergo di lusso nel centro della capitale, dove un gruppo terroristico di matrice jihadista, composto da una dozzina di terroristi, ha preso in ostaggio 170 persone (140 ospiti e 30 persone dello staff).
Tre le vittime accertate: due cittadini maliani e un francese, mentre due uomini della security sono rimasti feriti. Il commando armato ha rilasciato 15 persone, tra cui quelli che erano in grado di recitare versetti del Corano, e tre membri dello staff delle Nazioni Unite. «Ho visto dei cadaveri. È orribile», la testimonianza di uno degli ostaggi liberati dopo l’assalto.
Poco prima di mezzogiorno, i militari maliani hanno lanciato un primo blitz per liberare l’hotel: finora 80 ostaggi sarebbero riusciti a uscire dall’hotel assediato, alcuni liberati dai militari, altri fuggiti da soli. Un paio di ore dopo è stato lanciato un secondo assalto.
L’albergo è frequentato da diplomatici, uomini d’affari occidentali e militari della missione Onu in Mali (Minusma), e potrebbe essere stato preso di mira perché tra i clienti ci sono molti francesi: tra gli ostaggi c’erano anche dodici dipendenti dell’Air France, che sono stati liberati. Anche sette membri della Turkish Airlines, fa sapere la compagnia, erano nell’albergo, ma cinque sono stati liberati, non si sa se dalla polizia o dai terroristi: due steward sono ancora dentro l’hotel. Mentre la società sta lavorando per stilare una lista dei nomi degli ostaggi presi e delle loro nazionalità, secondo l’agenzia Xinhua, tra i clienti ci sono anche otto cinesi: la Cina ha infatti una lunga tradizione di scambi commerciali e investimenti in Mali. La tv di Stato di Pechino ha parlato di venti cittadini indiani e di dieci cinesi. Fonti dello Stato maggiore della Difesa invece precisano che non ci sono militari italiani coinvolti negli attacchi, mentre la Farnesina sta verificando l’eventuale presenza di connazionali nell’hotel.