I boss mafiosi vicini a Totò Riina avevano progettato l’omicidio del ministro dell’Interno Angelino Alfano, «colpevole» di avere aggravato il regime di carcere duro al 41 bis. La notizia emerge dall’operazione antimafia dei Carabinieri di Palermo, che all’alba di oggi ha portato all’arresto di sei persone, ritenute i nuovi boss di Corleone.
Gli investigatori hanno captato, durante l’inchiesta una intercettazione in chiaro in cui gli indagati si lamentavano del 41 bis inasprito dal ministro dell’Interno Alfano. 
E per questo motivo progettavano di ucciderlo, proprio come accadde nel 1963 a Dallas al Presidente degli Stati Uniti Kennedy 
ucciso da un uomo.  
I militari del gruppo di Monreale, supportati dalle unità cinofile per la ricerca di armi e da un elicottero, sono intervenuti in una vasta area compresa tra Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina.
I boss di Corleone tenevano saldamente il controllo del territorio e della sua economia. Disponevano di armi e progettavano omicidi. Tra gli obiettivi oltre al ministro dell’Interno Angelino Alfano c’era anche un imprenditore locale.