La (WadaAgenzia mondiale antidoping ha chiesto alla Iaaf, la federatletica internazionale, la sospensione della Federazione di atletica della Russia (Araf) dalle competizioni in seguito all’inchiesta su vari casi di doping che hanno coinvolto atleti del paese. La Wada ha anche chiesto la squalifica a vita di cinque atleti e cinque allenatori per doping e la revoca dell’accreditamento del laboratorio di Mosca come centro di controllo. Tra gli atleti nel mirino spiccano Mariya Savinova e Ekaterina Poistogovaoro e bronzo negli 800 metri alle Olimpiadi di LondraLa condotta scorretta delle autorità sportive nazionali, in particolare, sarebbe dimostrata anche dall’esistenza di un secondo laboratorio ‘parallelo’ a Mosca. “Ci sono elementi sufficienti per concludere che il secondo laboratorio collaborasse all’azione di copertura dei test positivi attraverso la distruzione dei campioni”, afferma la relazione. Il direttore del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenko, avrebbe distrutto 1417 test. L’ordine sarebbe partito direttamente da Vitaly Mutko, ministro dello Sport. Il meccanismo prevedeva che “i campioni pre-esaminati e non positivi venissero inviati al laboratorio accreditato”. La richiesta della Wada è il risultato delle investigazioni della commissione guidata da Dick Pound, presidente dell’agenzia dal 1999 al 2007, che ha operato per 11 mesi. ll report si unisce alle indagini condotte dalle autorità francesi su Lamine Diack, ex presidente della Iaaf. Il dirigente sportivo senegalese, 82 anni, è accusato di aver incassato somme di denaro dalla federazione russa in cambio del silenzio su più casi di positività al doping (otto secondo il “Sunday Times”). Il presidente della Iaaf, Sebastian Coe, ha assunto con urgenza l’iniziativa per ottenere l’approvazione dei membri del Consiglio a considerare sanzioni nei confronti dell’Araf, sanzioni che potrebbero comprendere la sospensione provvisioria, totale o l’esclusione totale da futuri eventi Iaaf.