L’idea di ridurre le pensioni d’oro per sostenere gli over 55 che non hanno maturato i requisiti avanzata dal presidente dell’inps viene ritenuta non praticabile dal governo.
La proposta di Tito Boeri (nella foto)  prevede il taglio di trasferimenti assistenziali destinati a circa 230.000 famiglie ad alto reddito (appartenenti perlopiù al 10% della popolazione con redditi più alti) per dare un assegno mensile di 500 euro agli ultracinquantenni che hanno perso il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisti pr la pensione.
Ma la proposta è accolta con freddezza a Palazzo Chigi.
Il presidente del Consiglio ha fatto sapere di avere apprezzato le proposte di Boeri, ma di non poterle mettre in atto per una questione di fiducia. “Non mi è sembrato il momento di intervenire sulle pensioni: dobbiamo dare fiducia agli italiani. Se metti le mani sulle pensioni di gente che prende 2000 euro al mese, non è una manovra che dà serenità e fiducia. Ma non si tagliano le pensioni”. Renzi ha riconosciuto comunque che “alcuni correttivi proposti dall’Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto un contributo a chi ha avuto più di quanto versato”.
La proposta dell’Inps, la cui diffusione era comunque stata concordata con il governo, ha suscitato una reazione piuttosto fredda anche da parte del ministero del Lavoro. “Si tratta di un contributo utile al dibattito – hanno detto fonti del ministero – ma al momento si è deciso di rinviare perché contiene misure che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi”. Inoltre, sempre secondo il ministero, per attuare la proposta “servono risorse che al momento non ci sono”.