HitlerjeansIl negozio si chiama Hitler come i jeans che sono diventati un must per i giovani palestinesi. Che con la modica cifra di settanta shekel (17 euro) possono comprarsi i pantaloni alla modai sul mercato da un paio di intraprendenti e spregiudicati commercianti di abiti che attraversano una fase di espansione delle proprie attività.
Al negozio ‘Hitler’ aperto tre anni fa nel rione di Sheikh Radwan hanno adesso affiancato, in pieno centro di Gaza City, anche ‘Hitler-2’. Hanno pure tentato di cavalcare a loro modo l’ondata di emozione che fa fremere i giovani di Gaza di fronte alla ‘intifada dei coltelli’ che da ottobre investe la Cisgiordania ed Israele. Questa settimana per un giorno anche i loro manichini, in un gesto di solidarietà politica, hanno impugnato coltelli dalle lunghe lame.
Varcata da non molto la soglia dei 20 anni, i fratelli Hassan e Ahmed Radwan sono ormai commercianti affermati. Tre anni fa, quando erano ancora alle prime armi, si erano dovuti ingegnare per trovare un nome adeguato al loro modesto negozio di abbigliamento. La ispirazione giunse a sorpresa dall’India dove – avevano letto su internet – il gestore di un negozio era stato obbligato dalle autorità a rinunciare al ‘brand’ Hitler per i propri prodotti.
Ma nelle strade di Gaza evidentemente ci sono problemi più assillanti per cui i due fratelli sfruttarono la trovata fino in fondo. Esposero in vetrina manichini vestiti con abiti in stile Anni Trenta; alcuni erano in posa adeguata, col braccio destro elevato. Presto la stampa locale si accorse del negozietto, ed il successo commerciale non tardò ad arrivare. Mille volte e’ stata rivolta la stessa domanda e mille volte Hassan Radwan ha risposto allo stesso modo: ”Noi non abbiamo nulla a che spartire con la politica. Siamo solo commercianti, e vogliamo vendere. Piaccia o no, questo e’ il nostro marketing”. E a quanto pare ai giovani della Striscia il richiamo al Fuehrer non disturba. Anche oggi a Hitler-2 alcuni si sono fatti i ‘selfie’ fra i manichini dell’intifada dei coltelli.