Il senatore Carlo Giovanardi lascia il Nuovo Centrodestra e con lui i Popolari liberali dell’Emilia-Romagna, inclusi alcuni coordinatori provinciali e amministratori locali. Nella nota che annuncia e spiega il divorzio, si prende atto “del fallimento della missione e degli obiettivi alla base della nascita del Ncd, in quanto determinati a contribuire, in periferia come al centro, all’affermazione di un Centro Destra alternativo alla Sinistra”. Ma si ricordano anche tutte le questioni, ancora aperte, su cui il senatore Giovanardi si è sempre schierato contro: le unioni civili,(“Faccio muro o concepire figli diventerà un mercato”), la legalizzazione delle droghe leggere (Giovanardi è co-intestatario, con Gianfranco Fini, della contestatissima legge anti-droga), la diffusione dell’ideologia gender. E sulle quali Giovanardi deve essersi sentito isolato anche all’interno del suo ormai ex partito, ora accusato di essersi reso disponibile a “una vera e propria mutazione genetica della originale vocazione” pur di non mettere in discussione la sua partecipazione al Governo.