L’indagine su un giro di usura ed estorsioni denominata ‘The Untouchables’, condotta da polizia e guardia di finanza investe anche la politica, in particolare il Partito democratico. Nei giorni scorsi il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Sassuolo Giuseppe Megale ha ricevuto un avviso di garanzia per presunte promesse di favoritismi nella scorsa campagna elettorale che ha portato all’elezione a sindaco di Claudio Pistoni. Non solo uno scenario di gangsterismo urbano, dunque, con protagonista un gruppo criminale che taglieggiava imprenditori locali con tassi usurari anche del 417%.
La magistratura dovrà verificare se nel corso della campagna elettorale eventuali frequentazioni e contatti siano sconfinati nel reato di ‘scambio elettorale’ (diverso dal ‘voto di scambio’), se cioè la legittima richiesta di voti o di finanziamenti si sia trasformata nella promessa o nella garanzia di favori in cambio di voti o soldi. Nel fascicolo dell’inchiesta sono finiti infatti, tra gli altri, atti di concessione di suolo pubblico e di autorizzazioni da parte di Comune e Sgp, la partecipata del Comune.
Anche il sindaco Pd Claudio Pistoni, nei giorni scorsi, è stato sentito, ma solo come persona informata dei fatti (in qualità di ‘responsabile’ del Comune). Non risulta, dunque, indagato. «Con fermezza e coscienza – dice l’ex capogruppo del Pd – rivendico la correttezza del mio comportamento, non ho mai fatto promesse nell’esercizio delle funzioni amministrative. L’onestà e la trasparenza sono i prerequisiti essenziali per chi fa politica, non c’è spazio per il sospetto». Raggiunto al telefono, Megale preferisce non aggiungere altro, rimandando alla nota le cui parole sono state soppesate assieme al suo avvocato: «Politicamente so che ci saranno speculazioni e che qualcuno proverà ad approfittarne per cercare di danneggiare il positivo operato di questa amministrazione, nonostante si tratti di un avviso d’indagine, non di una condanna che – chiude – sono sicuro non arriverà».