testchimicoUn gruppo di ricercatori di una start-up francese, la Kallistem, in collaborazione con altri istituti di ricerca, ha rivelato di aver ottenuto in laboratorio spermatozoi umani completi a partire da cellule staminali germinali. Una speranza per la cura di forme di infertilità maschile che oggi non hanno terapia, ma anche per preservare la possibilità di diventare genitori ai giovani colpiti da cancro. Si tratta di una prima mondiale che, però, non convince l’intera comunità scientifica, visto che i ricercatori si sono attenuti ad uno stretto riserbo dopo aver presentato domanda di brevetto già nel 2013.
Ora però, pur non rivelando i dettagli della ricerca, gli studiosi hanno indicato qualche elemento in più sul lavoro realizzato dall’istituto di genomica funzionale di Lione (che riunisce Cnrs, Inra, Ecole normale supereriéure di Lione e università lionese) insieme a Kallistem. “Abbiamo ottenuto una spermatogenesi completa nei ratti, nelle scimmie e nell’uomo e abbiamo dimostrato che gli spermatozoi ottenuti sono morfologicamente normali”, sottolinea su ‘Le Monde’ Marie-Hélène Perrard, ricercatrice del Cnrs e cofondatrice di Kallistem. La presidente della start-up, Isabel Cuoc, auspica che, entro cinque anni, due o tre centri pilota possano proporre questo tipo di soluzione ai pazienti. La tecnica, infatti, potrebbe essere utilizzata per preservare la fertilità di ragazzi sottoposti a terapie antitumorali ma anche per curare alcune forme di infertilità maschili che oggi non hanno terapie ad hoc.
La spermatogenesi è un processo complesso e molte équipe di ricerca si sono misurate, negli anni, in questa sfida. Con alcuni annunci ma fino ad oggi mai davvero vinta. Non è la prima volta che i ricercatori francesi annunciano di aver creato sperma umano in provetta senza però pubblicare nessuno risultato su riviste scientifiche. Già 4 mesi fa il laboratorio Kallistem sostenevano di aver aperto una nuova speranza per il trattamento dell’infertilità maschile e di essere pronto a passare presto ai test pre-clinici, per poi arrivare nel 2017 al primo bebè.