R600x Alfano
Il Nuovo Centrodestra non sopporta più la politica indecisa del leader. Angelino Alfano sembra più interessato a salvare la poltrona del Viminale che a fare gli interessi del suo partito. Così l’Ncd è in rivolta e le voci sulla possibile alleanza alle politiche con Renzi sono state per molti il punto di non ritorno. Renato Schifani, uomo di punta del partito, già pochi giorni fa aveva dato l’altolà: «Quando ho fondato assieme ad altri il mio partito, interrompendo con dolore il rapporto con Silvio Berlusconi, è stato per due motivi: garantire la governabilità al Paese e realizzare le riforme utili all’Italia, attuando punti programmatici di centrodestra in un governo di emergenza, per poi tornare nell’area dalla quale provenivamo. Era un’alleanza tattica, non strategica e politica». Ma Angelino non si pronuncia, non decide.
L’annuncio dato a fine agosto da Fabrizio Cicchitto, esponente di punta di Ap-Ncd, ha determinato una spaccatura totale all’interno del Ncd. Se per lui  la scelta di campo è dichiaramente a sinistra, agli antipodi di Berlusconi, Meloni e Salvini, allora il momento congressuale per verificare il posizionamento del partito si impone in maniera drammatica. L’ex fedelissimo di Berlusconi ha fatto chiaramente intendere come per il Ncd sia impossibile un ritorno in un centrodestra a trazione Salvini.
Ma la base del Ncd non la pensa come lui e vorrebbe continuare a riconoscersi in un partito fortemente radicato nell’area di centrodestra e che non sia la stampella di Renzi e del Pd. Persino un “colomba” come Quagliariello lascia sempre più intendere che il sostegno a Renzi debba essere a termine e a condizione. E la De Girolamo non fa mistero di essere fortemente tentata da un ritorno in Forza italia