ivorianoSecondo il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico «Statisticamente rispetto agli italiani delinquono meno gli immigrati perché sono più controllati, ovviamente, mi riferisco a coloro che sono inseriti nel circuito dell’accoglienza, migranti in attesa del diritto d’asilo». Secondo Bubbico è la clandestinità che va colpita perché «è lì che si concentrano con maggiore rilevanza i fenomeni di delinquenza, i traffici più abbietti». Ma, secondo il viceministro, mandare via gli irregolari è difficile perché «non sono identificabili, non ne conosciamo la nazionalità».
Ma i poliziotti non ci stanno e smentiscono come una balla l’ìusvcita del vice di Angelino Alfano.
«L’ultima follia viene dal vice di Alfano secondo cui gli immigrati, in proporzione, delinquono meno degli italiani. Allora dobbiamo proprio invitarlo a fare un giro negli uffici delle Squadre volanti o, meglio, fuori assieme agli equipaggi»,  è il commento secco di Franco Maccari, segretario generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia.
«EQuella di Bubbico è un’analisi – prosegue Maccari – che, al di là della conclusione sconclusionata d infondata, manifesta tutti i limiti di un sistema rispetto al quale denunciamo da sempre carenze e superficialità. A partire dal fatto che il controllo di chi è inserito nel circuito dell’accoglienza grava su Forze dell’Ordine che per numeri e mezzi e per la cattiva predisposizione dei servizi non ce la fanno più; passando per il fatto che la moltitudine di quelli che si parano dietro alla richiesta di asilo non è minimamente filtrata o controllata a monte, come invece dovrebbe essere; fino al problema della clandestinità, che riguarda anche le masse dei richiedenti asilo. Quando noi parliamo di problemi legati all’immigrazione, infatti, non ci riferiamo certo ai veri perseguitati e alle vere vittime di atroci violenze che necessitano di doverosa accoglienza e difesa da parte nostra. Ma il “nodo” è proprio questo, il problema sono i clandestini che entrano nel paese sfuggendo ai controlli e che, anche per via di una legislazione inadeguata e di contromisure poco severe continuano a tornare liberi di fare quel che vogliono anche se e dopo che noi li abbiamo fermati, arrestati o momentaneamente neutralizzati, peraltro a costo di conseguenze pesanti sugli operatori che vi si imbattono; e il problema sono anche i numerosissimi ‘aspiranti profughi’ che arrivano nel nostro paese ma rifiutano di farsi identificare, non collaborano e, a loro volta, sono sistematicamente liberi di andare e fare ciò che vogliono con conseguenze altrettanto nefaste per noi e per la cittadinanza, come purtroppo abbiamo avuto modo di constatare in questi mesi, e da anni a questa parte».