jihad.250x150Tre anni fa è stato assolto dalla giustizia italiana. Tornato libero in Tunisia, si è unito ai jihadisti: nell’autunno 2013 è andato a combattere in Siria con una brigata dell’Isis. E nel 2014 è ripartito per un’altra guerra civile, in Libia. Dove è diventato uno dei presunti responsabili di un campo di addestramento dei tagliagole del Califfato, localizzato nella zona di Sabratha. Una base che ora è sospettata anche di essere la fucina dei terroristi delle stragi in Tunisia.
E’ quanto rivela il settimanale “L’Espresso” in un’inchiesta dove ricostruisce la storia di Abu Nassim, all’anagrafe Moez Ben Abdelkader Fezzani, un integralista tunisino che ha vissuto per anni a Milano, in via Paravia.  Inquisito fin dal 1997 per Abu Nassim
presunta complicità con il terrorismo internazionale, Abu Nassim era sfuggito all’arresto rifugiandosi tra il Pakistan e l’Afghanistan. Nel 2002 è stato catturato dalle truppe americane e rinchiuso nella prigione militare di Bagram. Nel 2009 è stato riconsegnato dagli Usa all’Italia insieme ad altri due tunisini già detenuti a Guantanamo. Ma al processo, nonostante la pesante requisitoria della procura di Milano, la Corte lo ha assolto e scarcerato. A quel punto il ministero dell’Interno lo ha espulso per motivi di sicurezza. Quindi nel 2012 Abu Nassim è tornato in Tunisia, libero.
La polizia italiana ha però continuato a raccogliere informazioni su di lui, come su altri tunisini che in Italia erano stati invece condannati per terrorismo internazionale. Ora Abu Nassim è schedato nella banca dati dell’antiterrorismo come uno dei reclutatori-addestratori dei jihadisti che combattono in Libia sotto le bandiere nere del Califfato.