immigratigrande
Ufficialmente sono quasi 90mila. Sono gli immigrati fino ad ora presenti in Italiacome rifugiati o aspirangti tali. E costano ciascuno 37 euro al giofrno (45 se minori) Soldi, sia chiaro, che non vanno direttamente a loro ma alle molte organizzazioni pseudovolontarie legate alla sinistra e alla Chiesta cattolica che dicono di assisterli.
A novembre 2014 gli ospiti delle strutture di accoglienza erano molti meno: 61.500. L’aumento delle richieste d’asilo è costante, triplicate rispetto a due anni.
Lo Sttao paga vitto e alloggio nei Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo), nelle strutture temporanee e nell’ambito dei progetti Sprar (sistema protezione per richiedenti asilo). A dire il vero non si tratta solo di vitto e alloggio. Ma c’è anche una serie di benefit che va dal pacchetto delle sigarette, agli spostamenti in taxi (per la precisione tramite noleggio con conducente), fino all’assistenza sanitaria, corsi di lingua italiana e i cosiddetti pocket money. Questi ultimi vanno da 2,5 euro per persona a 7,5 per nucleo familiare.
Nel costo giornaliero per immigrato entra un po’ di tutto. La Prefettura di Roma, ad esempio, nei mesi scorsi ha pubblicato un bando per l’istituzione di un albo di noleggiatori a cui affidare incarichi per il trasporto di migranti dai posti di frontiera ai centri di accoglienza con tariffe da 1,2 a 2,6 euro a km. Nel kit fornito al profugo rientrano invece dentifricio, spazzolino, sapone, shampoo, rasoi, scarpe, ciabatte, asciugamani e magliette. E per chiamare amici e parenti vengono consegnate schede telefoniche da 15 euro.
Anche il menù è regolamentato da norme rigide nel «rispetto delle abitudini alimentari degli ospiti», comprensivo di «primo, secondo, contorno e frutta di stagione».
Ovviamente questi numeri non tengono conto delle spese che l’Italia affronta per gli sbarchi, dal salvataggio dei barconi agli spostamenti in pullman per tutta la penisola.
Il maggior numero dei profughi proviene dall’Eritrea (più di ventimila), seguono i nigeriani (circa diecimila), somali (settemila) e siriani (cinquemila). La suddivisione per centri di accoglienza invece è la seguente: circa 50mila migranti sono ospitati nelle strutture temporanee, 20mila nei posti Sprar e quasi diecimila nei centri permanenti.
La regione che mette a disposizione più posti di tutti è la Sicilia (ha superato da un mese quota 15mila). Al secondo posto a parimerito Lombardia e Lazio che accolgono tra i novemila e i diecimila migranti a testa.