l43-libia-mappa-big
Quattro italiani sono stati rapiti in Libia. In una nota appena diffusa, la Farnesina informa che quattro italiani sono stati rapiti in Libia nei pressi del compound dell’Eni nella zona di Mellitah. Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti. L’Unità di Crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti. Come noto in seguito alla chiusura dell’ambasciata d’Italia in Libia il 15 febbraio, la Farnesina aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia.
Quattro italiani sono stati rapiti in Libia, nei pressi del compound dell’Eni nella zona di Mellitah. Lo ha reso noto la Farnesina con un comunicato ufficiale, senza specificare da chi sono stati rapiti né diffondere le loro generalità.
Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti di Parma.
“L’Unità di crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti”, aggiunge il ministero degli Esteri. “Come noto in seguito alla chiusura dell’ambasciata d’Italia in Libia il 15 febbraio, la Farnesina aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del Paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia”.
Mellitah è il punto di partenza del gasdotto Greenstream, il più lungo d’Europa, minacciato da mesi dai combattimenti e dall’avanzata dei miliziani dello Stato Islamico. Greenstream  –  gestito per tre quarti dall’Eni e per un quarto dalla Noc, la Compagnia nazionale libica  –  è un gioiello ingegneristico realizzato nel 2004, 520 chilometri affogati nel Mediterraneo fino a una profondità di 1.200 metri, un investimento di 7 miliardi metàdei quali messi dall’Eni.