Immigratigruppogrande.jpgForti momenti di tensione si sono registrati in alcune città italiane negli ultimi giorni e sempre a causa delle difficile convivenza tra residenti italiani e immigrati.
I fatti più gravi ieri in Veneto. A Quinto di Treviso c’è stata una vera e propria rivolta.
I cittadini di una zona residenziale (il complesso ex Guaraldo) sono scesi in strada, da ieri sera, per protestare contro la decisone della prefettura di alloggiare 101 profughi all’interno di alcune palazzine già abitate da diverse famiglie. Qualcuno nella notte ha dato fuoco a mobili e materassi trovati in uno degli appartamenti destinati ai profughi mentre oggi, sorvegliati da polizia e carabinieri, i residenti della zona hanno continuato la protesta impedendo che gli addetti della cooperativa che ha in carico i migranti consegnassero loro una cesta di cibo.
A Quinto di Treviso in mattinata è arrivato anche il governatore del Veneto Luca Zaia che si è schierato a fianco dei cittadini: “Va chiuso urgentemente questo presidio e gli immigrati devono andarsene – ha detto -. Lo dico anche perché, pur essendo noi contrari ad ogni forma di ospitalità, perché abbiamo già 517 mila immigrati, pur avendo già dato, se una vuole trovare una soluzione questa è la peggiore che si possa trovare: mettere un centinaio di persone immigrate che non sanno nulla del Veneto e noi non sappiamo chi sono, metterli in un condominio accanto a famiglie con bambini piccoli vuol dire non avere assolutamente cognizione di cosa significa”.
Secondo Zaia  si starebbe “africanizzando il Veneto”.
Tensione anche a Livorno per l’arrivo di immigrati maschi in una struttura di accoglienza di ragazze madri.
Insomma l’incapaità del governo di affrontare l’emergenza immigrazione sta degenerando in uno scontro sociale che potrebbe innescare un permanente stato di conflittualità in tutto il Paese.