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Protestano, si lamentano, piangono miseria, fanno le vittime. Ma poi riescono ad ottenere un sacco di quattrini dalle istituzioni finanziarie internazionali. Quattrini che non si capisce bene come faranno a restituire.
Complessivamente Atene ha beneficiato sino ad ora di tre programnni di aiuti da parte dell’Unione europea e del Fondno Monetario Internazionale (Fmi).
Dopo il primo da 110 miliardi del 2010, nel 2012 è partito il secondo, ora scaduto, da 130 miliardi, a cui si sono aggiunti i fondi rimanenti del precedente per un totale di 164,5 miliardi. Proprio in questi giorni è partito il terzo programma che prevede ulteriori aiuti per 86 miliardi. a Bce ha inoltre acquistato 18 miliardi di titoli e fornito liquidità alle banche per 118 miliardi.
Da parte sua verso fine 2012 per ridurre il proprio debito il ministero del tesoro ellenico effettuò un’operazione di buy-back sul debito stesso, riuscendo a riacquistare titoli di stato per un valore di 45 miliardi al prezzo di soli 15, riducendo così il debito pubblico di 30 miliardi.
Secondo le stime del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’eurozona ha un’esposizione complessiva verso la Grecia (prestiti più banche) da 317 miliardi. La Germania è in testa con 87,6 miliardi, seconda la Francia con 67 miliardi, terze Italia e Spagna con 40 miliardi.
Molti soldi per un Paese praticamente privo di un’industria manifatturiera e con fondamentali dell’economia che fanno parecchio discutere.
Infatti in Grecia il tasso di disoccupazione è il più alto d’Europa (25,4%), anche per quella giovanile (49,7%), pil del primo trimestre a -0,2% dopo il -0,4% dell’ultimo del 2014, chiuso con una crescita dello 0,8%. Deficit 2014 al 3,5%, avanzo strutturale dello 0,4%.