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«C’è un accordo» sulla Grecia. L’annuncio – dopo oltre trenta ore di discussioni dell’Eurogruppo – lo dà il premier belga Charles Michel. Quindi arriva la conferma dal presidente del Consiglio Ue Donald Tusk: «L’Eurosummit ha raggiunto l’accordo all’unanimità. Siamo tutti pronti per il programma Esm, il fondo salva-stati, per la Grecia con riforme serie e aiuti economici». «L’accordo è stato laborioso e ha richiesto tempo ma siamo soddisfatti: non ci sarà nessuna Grexit», ha detto al termine del vertice dell’Eurozona il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.
Altri particolari sono stati forniti da Angela Merkel che ha annunciato anche che il terzo intervento finanziario a favore della Grecia sarà di 82-86 miliardi di cui 24 miliardi per il sistema bancario. Quello che si intende dalle parole della tedesca è che ad Atene tornerà la Troika per supervisionare il programma di salvataggio. Era stato Tsipras a richiedere la sospensione delle ispezioni delle tre istituzioni negli scorsi mesi.

Nella notte il governo greco si è opposto alla creazione di un fondo fiduciario contenuto nella proposta di compromesso dei creditori, chiedendo anche un ruolo più contenuto del Fmi nel terzo salvataggio. Per far fronte alle esigenze immediate della Grecia, che ammontano a 7 miliardi entro il 20 luglio, i partner europei avrebbero pensato a prestiti bilaterali da parte di alcuni Paesi che poi verrebbero rimborsati dal Fondo salva Stati. Prestiti bilaterali e ricorso alle dotazioni dell’Efsf: questi i principali strumenti che potrebbero essere utilizzati per un «prestito ponte» che consentirebbe alla Grecia di onorare i suoi debiti nelle prossime settimane evitando così il default. Il ricorso all’Efsf consentirebbe di soddisfare le esigenze di Atene in attesa della definizione e del varo del programma di aiuti triennale del’Esm. Il prestito ponte dovrebbe servire a pagare le rate del debito greco in scadenza a luglio. Durante questo mese, esattamente il 20 luglio, la Grecia dovrà infatti tra l’altro restituire alla Bce 3,5 miliardi ai quali si aggiungono 1,6 miliardi della rata scaduta il 30 giugno con il Fmi.
Fra i paesi che hanno aderito alla proposta ci sarebbe anche l’Italia. Contemporaneamente «l’Italia è tra i Paesi contrari all’idea di istituire un fondo» da 50 miliardi per le privatizzazioni greche, si apprende da fonti Ue. La Francia invece sta iniziando ad accettare l’idea in cambio della cancellazione della frase del documento dell’Eurogruppo in cui si prevedeva una Grexit temporanea. L’Italia avrebbe anche fatto pressione per ritirare la clausola che metteva in Lussemburgo il fondo, mentre ora sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi che sia basato in Grecia. Non è però solo il controllo del fondo privatizzazioni a restare al centro del negoziato dell’Eurosummit a Bruxelles ma anche la sua entità. Gli asset che i greci avrebbero ipotizzato di conferire non superano i 17 miliardi, a fronte dei 50 che i tedeschi vorrebbero.

Immediate ripercussioni sui mercati finanziari.
Il rendimento del titolo italiano è sceso al 2,11%. In flessione anche lo spread tra Bonos e bund, a 116, con il rendimento sul titolo spagnolo al 2,09%. Le borse invece si sono aperte in rialzo, mentre l’andamento dell’euro è altalenante.
Le piazze del vecchio Continente sono in rialzo con Parigi che avanza dell’1,46%, Francoforte +1,02%, Amsterdam +0,97%, Bruxelles +1,01%, Londra +0,7%, Lisobna +0,08%, Madrid +1,35%. Inverte alle 9,15 Milano che azzera il guadagno iniziale per poi recuperare e segnare un progresso dello 0,5% (Ftse Mib) alle 9,24.