Lagardegfrande
Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI): “Se non combattuti con una forte risposta politica da parte dell’Europa, “gli avversi sviluppi in Grecia potrebbero avere un sostanziale impatto sull’Italia tramite effetti sulla fiducia, anche se l’esposizione diretta è limitata”, come limitati sono “i rischi di contagio nel breve termine“.
Secondo l’organizzazione economica, l’economia italiana sta emergendo gradualmente da una prolungata recessione, ma la ripresa è fragile: il Pil è previsto in crescita dello 0,7% nel 2015 e dell’1,2% nel 2016, ma la performance economica italiana è stata la più debole nell’area euro dalla crisi. Il debito pubblico italiano è sostenibile e si attesterà al 133,3% nel 2015, per poi calare al 132,1% nel 2016, spiega sempre l’article IV sottolineando però che un debito sopra il 130% “è un importante fattore di vulnerabilità” e “limita lo spazio di manovra fiscale”, si legge nell’article IV sull’Italia.
Il modesto consolidamento di bilancio previsto per il 2015 in Italia centra l’equilibrio fra sostegno della crescita e riduzione del debito. “In questo contesto la reindicizzazione delle pensioni in linea con la Corte Costituzionale non dovrebbe modificare la posizione fiscale quest’anno. Ogni impatto permanente dovrebbe essere compensato riducendo la spesa altrove”.
L’Italia, secondo il Fondo monetario, dovrebbe spingere sulle privatizzazioni: un processo più rapido contribuirebbe a ridurre il debito: la recente vendita delle azioni di Enel è un passo positivo. “Ma target più ambiziosi sulle privatizzazioni, in linea con i precedenti piani, godrebbero dei vantaggi delle condizioni favorevoli del mercati”.

Intanto  la Commissione europea “sta lavorando per riaprire i negoziati con la Grecia”. Lo afferma il presidente dell’esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker, in audizione al Parlamento europeo a Strasburgo dopo la vittoria del ‘no’ al referendum in Grecia. L’Unione europea “è sempre il luogo del compromesso. E questo è l’obiettivo della Commissione europea”, ha aggiunto sottolineando che l’opzione di una Grexit, l’uscita della Grecia dall’area euro, “deve essere evitata. Io sono contrario e cercherò fino alla fine di evitarla”. “La Grecia è una grande nazione e buttarla fuori dall’area euro o dalle Ue non è una cosa che vogliamo o dovremmo volere. Ma ora dobbiamo affrontare la situazione”, ha aggiunto.
“L’Unione europea e la Commissione sono pronte a fare di tutto per arrivare in un arco di tempo ragionevole a un accordo” con la Grecia, ha affermato inoltre Juncker durante l’audizione. Anche se subito dopo ha però raffreddato le aspettative che si possa arrivare a un’intesa sul piano di riforme di Atene già all’Eurogruppo e all’Eurosummit di oggi. “Dobbiamo trovare una soluzione e oggi cerchiamo di mettere ordine, di ristabilire la fiducia, di riaprire il dialogo e di comprendere le posizioni reciproche”. In particolare, ha aggiunto, “la palla ora è nel campo greco. Il governo greco deve spiegare come districarci da questa situazione”.