libriE’ stata appena pubblicata l’edizione 2015 della classifica dei maggiori editori a livello globale promossa per il nono anno da «Publishers Weekly» e «Livres Hebdo».
Se Pearson si conferma l’editore più importante per fatturato (7,072 miliardi di dollari nel 2014), le grandi acquisizioni, la transizione al digitale e l’emergere di nuove potenze editoriali come la Cina hanno giocato un ruolo fondamentale nella classifica di quest’anno.
Partiamo dalla performance degli editori italiani. Il primo che troviamo in classifica al 18esimo posto è DeAgostini Editore con una revenue stimata di 1,367 miliardi di dollari che scende però di cinque posizioni rispetto allo scorso anno. Segue il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, anche lui in leggera discesa dal 34esimo al 35esimo posto in classifica, con un fatturato di 460 milioni di dollari; segue leggermente distaccato, il Gruppo Mondadori che passa dalla 36esima alla 37esima posizione con una revenue di 410 milioni di dollari. In leggero calo anche l’ultimo editore italiano presente in classifica, Rcs Libri che passa dalla posizione 44 alla 48 (271 milioni di dollari). Come sempre vale la pena ricordare che il perimetro di ciò che entra nella definizione di fatturato editoriale per gli autori della classifica non è sempre chiaro e quindi in alcuni casi è possibile che nel conto entrino anche i fatturati di business alternativi che finiscono per rendere l’ordine di questa classifica molto diverso dalle abituali quote di mercato trade.
Nella top 10 degli editori che nel 2014 hanno fatturato oltre 200 milioni di dollari troviamo le stesse due case editrici cinesi entrate per la prima volta in classifica lo scorso anno, la Phoenix Publishing & Media Company e la China South Publishing & Media Group Co., Ltd rispettivamente al sesto e al settimo posto della classifica con un fatturato attorno ai 2,5-2,8 miliardi di dollari.
La Phoenix, che fra l’altro possiede anche una catena di 66 librerie in Cina, ha da tempo intrapreso un percorso di internazionalizzazione che già nel 2009 l’aveva portata a una joint venture con Hachette e che nel 2014 l’ha condotta all’acquisizione della Lincolnwood, una casa editrice americana specializzata in libri per ragazzi, con lo scopo di allargare il proprio catalogo anche al mercato dei libri per i più piccoli.
Meno esotici i nomi degli altri editori ai primi posti del ranking e, come da tradizione, votati al segmento professionale e universitario. Dopo Pearson troviamo infatti al secondo posto ThomsonReuters (5,760 miliardi di dollari), il Relx Group (rebranding di Reed Elsevier) e Wolters Kluwer (4,455 miliardi di dollari).
Penguin Random House si conferma il più grande editore trade del mondo anche nel 2014. Le vendite sono aumentate del 25% rispetto al 2013, pari a più di 4 miliardi di dollari, principalmente grazie alla fusione con Penguin (completata il 1° luglio 2013) e all’acquisto di Santillana Ediciones Generales (completato il 1° luglio 2014).
La fusione più importante è però probabilmente quella che interessa Macmillan Science & Education e Springer Science & Business Media. Questa fusione, che è stata completata nel mese di maggio 2015 e che influenzerà dunque il ranking del prossimo anno, ha creato una nuova società denominata Springer Nature, controllata al 53% controllata da Holtzbrinck, casa madre di Macmillan Science & Education.
Un altro importante processo di acquisizione è quello che si è chiuso solo poche settimane fa e che coinvolge due importanti editori brasiliani Abril Educacao e Editora Saraiva, la divisione editoriale del Saraiva Group, che crea un nuovo polo per l’editoria scolastica in lingua portoghese.