CagnoniIl 2014 è stato un anno positivo (anzi “ottimo” come lo definisce il presidente Lorenzo Cagnoni) per la Fiera di Rimini che ha superato la crisi che ha colpito il comparto firistico anche, soprattutto, in Italia.
Giornale.it lo ha intervistato alla fine dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio.
“Dopo un buon 2014 anche il 2015 sta andando bene grazie soprattutto alle performances delle nostra principali manifestazioni quali Sigep, Rimini Wellness, TTG ed Ecomondo. Inoltre ci confortano le possibilità che presentano nuovi eventi primo tra tutti la realizzazione proprio a Rimini di un polo fieristico nazionale e internazionale dedicato al comparto dentale”.
Nel 2014 il Gruppo Rimini Fiera ha fatturato 67,5 milioni di euro (+6,9%), con un mol di 11 milioni (+38,5%) e un utile netto di 3,094 milioni. Il valore della produzione della capogruppo Rimini Fiera SpA si è attestato a 56 milioni di euro (+9,4% ), con un mol di 10,6 milioni (+ 40,4%) e un utile di 2,99 milioni. ma soprattutto la società ha completamente azzerato la posizione debitoria legata esenzialmente alla realizzazione del nuovo palacongressi riminese che ha omportato unn investimento di circa 300 milioni di euro.
Sulla base di questi risultati RiminiFiera ha deciso la quotazione in Borsa.
“Ecco che – dice  Cagnoni – il nostro percorso di privatizzazione è sostenuto dalla piena salute dei nostri conti e dalla credibilità sui mercati delle nostre visioni prospettiche e si è formalmente avviato dopo le recenti decisioni del nostro CdA e gli orientamenti del Socio di maggioranza. Abbiamo un duplice obiettivo: il finanziamento della nuova fase di crescita di Rimini Fiera sull’estero attraverso una politica di alleanze con partner internazionali di rango, senza però trascurare il mercato domestico; il reperimento di risorse finanziarie che permettano al Socio di maggioranza di assorbire la parte di debito assunta per la costruzione di un’opera strategica per l’economia qual è il nuovo palacongressi di Rimini”.
Il percorso prevede una doppia operazione, un OPV (offerta pubblica di vendita) e un OPS (offerta pubblica di sottoscrizione): dunque una ricapitalizzazione seguita dal collocamento sul libero mercato. “Abbiamo individuato – ha aggiunto Cagnoni – il segmento AIM che è quello dedicato alle piccole medie imprese che mostrano un alto potenziale di crescita”.  
Ma oltre alla Borsa il Gruppo ep’sna anche a rafforzarsi sul mercato interno e su quello internazionale.
“Stiamo studiando la possibilità di alleanze con importanti partner fieristici internazionalie, anche asiatici, per rafforzare la presenza di RinìminiFiera e del suo business fieristico sui mercati più significativi per le nostre manifestazioni di punta”.