terrorismo
Immigrazione e terrorismo islamico sono le principali preoccupazioni degli italiani. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipsos per Rai News-Ispi con 997 interviste tra il 23 e il 24 giugno 2015.
«Si è attenuato l’allarme creato dall’attentato in Tunisia al museo del Bardo, il 18 marzo, mentre l’immigrazione è diventato il tema di discussione – dice il direttore del dipartimento politico-sociale di Ipsos Luca Comodo».
Molti si dicono ora convinti che l’immigrazione sia «una grave minaccia alla sicurezza» e che «possa essere connessa al terrorismo» (lo pensa il 38% degli intervistati), mentre quasi tre su dieci ritengano che pur non essendoci rischi di infiltrazione terroristica sia un problema «da non sottovalutare». Per il 28% è invece «un fenomeno inevitabile» e come tale va gestita, mentre solo il 25% la ritiene una risorsa per il Paese.
Per questo è molto contenuta la quota di coloro che sono a favore dell’accoglienza dei rifugiati, solo il 16%. «La maggior parte vuole frenare il fenomeno e infatti le due opzioni più radicali, cioè quelle di attuare respingimenti e addirittura di adottare misure di tipo militare per contrastare l’immigrazione illegale, ottengono insieme circa il 40% dei consensi» spiega ancora Comodo.
A cui si aggiunge un altro 39% che vorrebbe piuttosto «trattenere e identificare gli immigrati nei Paesi di partenza». Un risultato che non sembra essere influenzato neppure dai ripetuti appelli all’accoglienza di Papa Francesco negli ultimi giorni: «Su questi temi- conferma Comodo – si registrano sempre differenze tra il magistero della Chiesa e l’opinione dei cattolici».

Intanto sempre in tema di immigrazione  il Consiglio Europeo ha approvato la redistribuzione dei 40 mila richiedenti asilo da Italia e Grecia in tutti gli altri paesi aggiungendo al testo un riferimento al consiglio europeo straordinario del 23 aprile scorso, dove si parlava della base volontaria. I tempi sono questi:  entro luglio tutti i paesi devono concordare un numero di migranti da accogliere. Ma il bluff si nasconde dietro l’angolo: i paesi contrari hanno ottenuto che nel testo non si parlasse esplicitamente di meccanismo “obbligatorio” ma non comparirà neanche l’aggettivo “volontario”.
Di fronte a questa chiara, scarsa volontà di risolvere il problema dell’immigrazione il premier Matteo Renzi non mette a ferro e fuoco la seduta ma ridimensiona la sua “sfuriata” durante il vertice europeo, quando ha rimproverato ai colleghi la scarsa propensione alla solidarietà in tema di immigrazione. “Sono tranquillo”, ha risposto a chi ipotizzava che proprio la sua arrabbiatura avesse aiutato il raggiungimento di un accordo
Inoltre si è deciso di escludere dal meccanismo Ungheria e Bulgaria, due paesi che ricevono moltissimi migranti dall’Est e dalla Turchia. Oltre ai 40 mila da Italia e Grecia, l’Europa accoglierà, in questo caso su base volontaria, 20 mila persone dai campi profughi dei paesi terzi, il cosiddetto “reinsediamento”. Il consiglio informale dei ministri degli Interni affronterà la questione il prossimo 9 e 10 luglio a Lussemburgo