Neanche in moschea c’è posto per gli immigrati. I luoghi di culto islamici della Capitale chiudono le porte alle centinaia profughi che ogni giorno vagano per la città in cerca di un posto in cui fermarsi, magari solo per una notte. E sulla porta di entrata di qualche associazione islamica spuntano avvisi che impongono ai fedeli di presentarsi per la preghiera solo se si è in possesso di un documento di identità valido. Il tema della sicurezza è molto sentito anche dai musulmani che vivono in modo regolare sul territorio italiano. La maggior parte non vuole avere guai con la giustizia a causa di clandestini presenti in moschea, ma soprattutto non intende copndividere gli spazi con loro.