fabbrica01In occasione dell’Assemblea 2015 di Confindustria Ceramica sono stati presentati i dati 2014 relativi all’andamento dell’industria ceramica italiana.
Al 31/12/2014 risultavano attive in Italia 223 aziende produttrici di piastrelle, sanitari, stoviglie e materiali refrattari, per un totale di 25.598 occupati e un fatturato complessivo di 5,687 miliardi di euro, di cui il 75% derivante dall’esportazione.
Preponderante si conferma il peso dell’industria delle piastrelle, con un giro d’affari di 4,91 miliardi di euro, rispetto agli altre tre comparti che hanno realizzato complessivamente un fatturato di 773 milioni di euro.
Nel 2014 la produzione italiana di piastrelle, realizzata da 150 aziende (6 in meno rispetto al 2013) e 19.430 addetti (1.107 in meno sul 2013), è stata pari a 381,7 milioni mq (+5% sul 2013).
Come già l’anno precedente, il comparto ha registrato volumi di vendita superiori alla produzione, consentendo un ulteriore passo verso il progressivo riequilibrio degli stock di magazzino. Complessivamente sono stati venduti 394,6 milioni mq (+1,3%): una nuova flessione ha caratterizzato il mercato domestico, che ha assorbito 80,8 milioni mq (-6,6% sul 2013); al contrario, è proseguito il recupero sui mercati esteri dove sono stati collocati 313,7 milioni mq (+3,6%).
In valore, la crescita è stata ancora più netta. Merito, come sottolineato dal Presidente Vittorio Borelli, della capacità dell’industria di innalzare nuovamente il prezzo medio di vendita, ora a quota 12,45 €/mq (+2,6% sul 2013). Il fatturato derivante da esportazioni, pari a 4,11 miliardi di Euro, è cresciuto del 6,2%, con un prezzo medio di 13,1 €/mq (+2,5% sul 2013). Tale risultato ha più che compensato l’ulteriore calo del fatturato generato sul mercato nazionale (804 milioni di euro, -6,1%), consentendo al comparto di chiudere l’esercizio con un fatturato totale pari a 4,91 miliardi di euro (+4%).
La propensione esportativa del settore ha raggiunto la quota record dell’83,6% in valore e del 79,5% in volume.
Come ribadito da Borelli, l’aumento del prezzo medio di vendita è frutto del continuo impegno delle singole imprese verso l’innovazione di prodotto che permette di offrire al mercato materiali a sempre maggiore valore aggiunto (in primo luogo, oggi, grandi e grandissimi formati). Non a caso il 2014 ha registrato un altro record proprio sul fronte degli investimenti tecnologici, che hanno assorbito quasi il 6% del fatturato totale di settore, ossia 286,2 milioni di euro, il valore più alto dal 2008 e in crescita del 27% rispetto al 2013. Investimenti che peraltro non si sono esauriti nell’anno in corso e che sono previsti intorno ai 250 milioni di euro.