denis-verdini lapIl tanto vituperato (dal PD) Denis Verdini parte lancia in resta in soccorso del governo del segretario del PD. Al massimo tra una settimana arriverà a Palazzo Madama il gruppo dei “Neo responsabili”, una quindicina di senatori vicini al toscano che rimpiazzeranno i parlamentari usvigti dalla maggioranza.
Nella lista segreta di Verdini, al momento, ci sono i forzisti che stanno sulla bocca di tutti (Riccardo Mazzoni), quelli pronti a rifare un salto all’indietro verso il centrosinistra (Riccardo Villari), quelli che ancora sono nell’ombra (Enrico Piccinelli) e anche quelli che potrebbero aderire ai neo-responsabili all’ultimo momento utile (Riccardo Conti). Qualcuno, nella lista  inserisce anche Antonio Razzi, il «responsabile» per antonomasia, che due sere fa (come ha scritto l’ Huffington Post ) è stato avvistato a cena proprio con Verdini. Anche se lui, ovviamente, nega: «Io faccio solo quello che mi dice Berlusconi».
Ma per formare un gruppo e trattare con Renzi coi galloni di un «partito» della maggioranza, magari sfruttando la momentanea debolezza degli alfaniani alle prese coi casi Castiglione e Azzollini, serve di più. Molto di più. E così, a dar man forte all’operazione dei neo-responsabili di Verdini, arrivano l’ex socialista Barani, il senatore Giovanni Mauro, più il tridente sottratto ai fittiani dall’ex ministro Saverio Romano (Giuseppe Ruvolo, Giuseppe Compagnone, Antonio Scavone). A questi potrebbero aggiungersi le ex leghiste Raffaella Bellot e Patrizia Bisinella, uscite dal Carroccio dopo l’espulsione di Flavio Tosi, e la coppia Repetti-Bondi. Minimo quattordici sembrano sicuri. Compreso l’ex berlusconiano campano Vincenzo D’Anna.