erdogan.siTerremoto elettorale in Turchia dove dopo 13 anni ininterrotti al potere il partito islamico Akp del rpesidente Recep Tayyip Erdogan ha perso la maggioranza assoluta in parlamento inciampando nel curdo Selahattin Demirtas, che ha portato il suo partito Hdp nato nel 2014 oltre la micidiale soglia di sbarramento del 10%, conquistando 78 deputati. Il trionfo curdo  è uno schiaffo per l’uomo che dal 2002 domina incontrastato il Paese.
“E’ l’ultima uscita prima della dittatura”, aveva avvertito prima del voto un’analista. Erdogan non solo ha perso la sua scommessa, ma il trionfo di Demirtas toglie la maggioranza e forse il governo al partito islamico. L’Akp, dopo lo spoglio del 96% delle schede, ha riferito Cnn Turk, resta il primo partito turco ma si ferma al 40,9% (contro il 50% alle politiche 2011) e a 259 deputati su 550, quindi sotto la maggioranza di 276 necessaria per formare un governo monocolore. Il primo partito di opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu è al 25,2% (131 seggi), l’Mhp di Devlet Bahceli al 16,6% (82 seggi), l’Hdp al 12,4% (78 deputati). Insieme le opposizioni sono a 291 seggi. In teoria potrebbero formare una coalizione di governo.  Ma con ogni probabilità il ‘sultano’ farà di tutto per impedirlo. Erdogan infatti, come prevede la costituzione, sarà l’arbitro del dopo elezioni. Un arbitro che però ha giocato finora da protagonista tutta la partita con la squadra avversaria.
Vari scenari ora sono possibili. Erdogan può cercare di promuovere un governo di minoranza dell’Akp guidato dal premier uscente Ahmet Davutoglu fino a elezioni anticipate. Può anche cercare di promuovere un’intesa con uno dei tre partiti di opposizione.