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L’emergenza immigrazione si aggrava sempre più e diventa questione politica. Negli ultimi due giorni sono circa 6mila i profughi raccolti in mare e trasferiti in Italia.
Ma in Libia ci sono “tra 450.000 e 500.000 migranti” che attendono il momento di prendere il largo su carrette del mare alla volta dell’Europa. È quanto rivela il quotidiano britannico Guardian citando il capitano di vascello Nick Cooke-Priest, comandante della Hms Bulwark, la grande nave d’assalto anfibio della Royal Navy impegnata nell’opera di salvataggio nel Mediterraneo.
Il comandante dell’unità racconta anche, trattenendo a stento l’ira, che molti dei sopravvissuti hanno rivelato che i trafficanti hanno detto loro di rovesciare la barca e di gettarsi in acqua non appena avvistano una nave da guerra, per essere certi così di essere salvati, anche se poi in realtà molti non sanno nuotare e affogano.
Intanto si amplia la polemica politica in Italia. Maroni diffida i sindaci dall’accogliere i “clandestini”, minacciando di tagliare i contributi regionali ai Comuni che disattendono all’ordine. Chiamparino e Fassino insorgono contro il governatore della Lombardia e parlano di “strumentalizzazioni” mentre Renzi accusa: “Chi oggi si lamenta è stato membro di un governo che ha fatto tutte le scelte di politica estera, compresa quella in Libia. Qualcuno dei governatori del Nord era al governo e scrisse le regole che non stanno funzionando”.
Matteo Salvini, intervistato da Maria Latella su Sky, parla di “chiudere l’Alto Commissariato” Onu (Unhcr) “che non serve a un accidente, se non a Boldrini e ai suoi successori”, e su Facebook scrive: “Aumentiamo le tasse a chi vota Pd: chi accoglie, paga”. Invece il compagno di partito, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, invia una lettera ai prefetti per “diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi clandestini”. Maroni scrive anche ai sindaci “per dirgli di rifiutarsi di prenderli”. Ai primi cittadini che dovessero accoglierli “ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”.