A Palazzo Madama la maggioranza di governo si assottiglia con l’uscita di tre senatori dei Popolari di Mauro. E ora può contare solo su 8 voti in più. Si fa dunque più concreto il rischio che l’esecutivo di Renzi non trovi i voti necessari ad approvare la riforma costituzionale, che tornerà nell’aula del Senato prima della pausa estiva e che ha bisogno di 161 ‘sì’ per passare.
“Il direttivo nazionale del partito dei Popolari per l’Italia ha deliberato in data odierna l’uscita dalla maggioranza che sostiene l’attuale governo”, annuncia in una nota, il presidente Mario Mauro.
I senatori di PI sono 3: oltre a Mauro, ci sono anche Angela D’Onghia e Tito Di Maggio. Ma la D’Onghia è sottosegretario all’Istruzione e quindi uscendo dalla maggioranza dovrebbe dimettersi dall’incarico di governo. Tito di Maggio, secondo alcuni ben informati di Gal, avrebbe intenzione di aderire al nuovo gruppo dei fittiani che si sta formando a Palazzo Madama.
Le motivazioni della scelta sono spiegate nelle righe successive del comunicato:  “Riforme non condivise, condotte in modo improvvisato ed approssimativo, con una improvvida esaltazione del carattere monocolore dell’esecutivo sono alla base di una decisione che è innanzitutto un giudizio definitivo su una gestione politica che sta tenendo in stallo

 

l’Italia, la sua economia e il suo bisogno di crescita”.