UE-No-grazie
Dopo la Grecia che sta per esplodere le istutuzioni europee hanno ricevuto altri due duri colpi. Arrivano dagli elettori spagnoli e polacchi che hanno votato le forze contrarie all’Unione o, comunque, maggiormente euroscettiche.
In Spagna alle amministrative si è imposta la sinistra di Podemos, la forza nata dal movimento degli Indignados che ha portato alla guida di importanti città i suoi candidati. Per esempio Il nuovo sindaco di Barcellona saràA da Colau, una militante dei movimenti anti sfratti.  E a novembre, quando si voterà per le politiche generali potrebbe confermarsi il successo di fofrze antagoniste e certamente contrare all’Ue così come è stta fino ad ora.
Pder contro in Polonia, altro paesze forte dell’Unione, si è imposta la Destra ultranazionalista. Il giovane sfidante Andrzej Duda del PiS  –  diritto e giustizia, il partito oltranzista di Jarek Kaczynski  –  è il nuovo capo dello Stato: con il 53 per cento dei consensi. Ha sconfitto il presidente in carica, Bronislaw Komorowski, esponente di PO (Piattaforma dei cittadini, i centristi liberal europeisti al governo dal 2007 e artefici del boom economico).A metà ottobre si terranno le elezioni politiche, decisive perché il premier ha più poteri del capo dello Stato. Ma dopo otto anni di governo europeista di PO, una svolta a destra anche alle parlamentari, una vittoria del PiS che farebbe di Kaczynski o di un suo uomo il prossimo premier, appare inevitabile.
Insomma da Spagna e Polonia sono arrivati due no forti e chiari e Bruxelles contro la politica tutta austerità dell’Ue.
E ha non poche ragioni Matteo Renzi nel notare  come “Venti in direzione opposta dicono che l’Europa deve cambiare”.
“Il vento della Spagna, il vento della Polonia non soffiano nella stessa direzione, soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l’Europa deve cambiare e io spero che l’Italia potrà portare forte la voce per il cambiamento dell’Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.
Mentre per il leader della Lega Matteo Salvini  questi risultati “sono una bella mazzata per i difensori dell’Europa delle banche e per i servi di Bruxelles. Abbiamo tante differenze da Podemos, ma questa è una boccata d’ossigeno per l’Europa dei popoli. Al di là delle differenze e delle specificità quel che sta accadendo, compreso quel che è accaduto in Gran Bretagna, è un segnale molto chiaro. Significa che la gente vuole riprendersi il controllo dei confini, delle fabbriche, dei campi, del lavoro, delle banche. E dice basta ai burocrati di Bruxelles e ad una Europa senza anima”.