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L’aula della Camera con 263 voti a favore, 122 no e 25 astenuti ha approvato l’articolo 10 del ddl Buona Scuola che prevede un piano straordinario di assunzioni. Nel testo si prevede l’assunzione da quest’anno di circa 100 mila docenti: si tratta dei vincitori del concorso del 2012 e degli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. La soddisfazione su twitter del ministro dell’Istruzione Giannini: “Con piano straordinario oltre 100 mila assunzioni per realizzare autonomia e potenziare offerta, ok art.10 #labuonascuola”.
Via libera dell’Aula anche all’articolo 11 che prevede un periodo di prova di un anno per i circa 100.000 precari che saranno assunti. Dopo il periodo di prova i docenti potranno ottenere l’immissione in ruolo. “Con art.11 un periodo di formazione e prova serio per i neoassunti”, continua a scrivere su twitter il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.
Alle 13 di oggi è previsto il voto finale di Montecitorio. Al terzo giorno di votazioni c’è stata una raffica di ‘sì’, come per la card di 500 euro per l’aggiornamento dei professori, il bonus (200 milioni l’anno) per valorizzare gli insegnanti, il limite di 36 mesi per i contratti di supplenza, detrazione (per un massimo di 400 euro all’anno per studente) delle rette per la frequenza delle scuole paritarie di ogni ordine e grado. La maggioranza non ha mollato e ha tirato dritto, con buona pace di chi anche ieri ha protestato davanti a Montecitorio e non solo. Il Governo ha però ceduto sul “cinque per mille”, capitolo che pur in maniera meno eclatante rispetto alla vexata quaestio del “preside-sceriffo”, ha sollevato in queste settimane non poche polemiche e la preoccupazione del Forum del terzo settore per l’estensione della platea dei beneficiari. L’articolo 17 che trattava la materia è stato stralciato dal ddl come avevano chiesto le opposizioni; una decisione frutto della mediazione portata avanti dall’area della minoranza Pd che fa capo a Cesare Damiano.
Sempre oggi i segretari generali di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals si riuniranno per valutare la situazione e decidere i prossimi passi. Intanto, il ministro Giannini li ha convocati per lunedì al Miur. In questo momento storico – ha spiegato il ministro nel corso del programma Dimartedì – “il sindacato ha l’opportunità di dimostrare di essere una forza innovativa e non conservatrice”. “Nonostante gli interventi di Commissione e Aula sono ancora necessari cambiamenti profondi al testo in discussione alla Camera: restano i nodi critici contro cui il mondo della scuola è sceso in piazza lo scorso 5 maggio” fa notare il segretario confederale della Cgil, Gianna Fracassi, che, comunque, ritiene “un’ottima notizia” lo stralcio del 5 per mille dal disegno di legge. Del resto, come ha sottolineato in serata il premier Renzi “la risoluzione” della riforma della Scuola “non è semplice, è una discussione vera”. E ha pure aggiunto: “non posso pretendere di imporre la mia volontà, questa non è la legge elettorale”