VegasConsobIl numero uno dell’authority sulla Borsa ha sostenuto l’opportunità di sfrondare i controlli interni alle società quotate e ridurre i loro obblighi, per esempio quello di pubblicare la relazione trimestrale, auspicando che  ancheBruxelles sia meno rigida sui requisiti di capitale imposti alle banche.
Troppi vincoli, è lasua  tesi, frenano l’economia. In particolare, secondo Vegas, la presenza nelle aziende che emettono titoli negoziati in Borsa di “almeno cinque organi o funzioni” responsabili dei controlli “determina elevati costi di compliance non garantendo maggiore capacità nella prevenzione di condotte illegittime o anche inefficienti“. Per questo è necessario “facilitare il ricorso a modelli alternativi di amministrazione e controllo, il monistico (che non prevede il collegio sindacale ma solo un comitato per il controllo, ndr) e il dualistico (quello in cui il consiglio di gestione è affiancato da un organismo di sorveglianza, ndr)”.
Discorso simile anche per i requisiti patrimoniali imposti agli istituti di credito dalla normativa europea: una “eccessiva attenzione” a questi profili, è il giudizio del presidente Consob, “può portare a una contrazione dell’attività produttiva”, perché “le imprese con un un più basso merito di credito, per effetto di regole più severe, non riescono ad accedere al credito bancario e devono rinunciare a investire ovvero reperire risorse sul mercato”. Di conseguenza “si potrebbe creare un meccanismo di selezione avversa” con il risultato finale di “causare una fuga degli investitori verso altri sistemi finanziari”.
Molti concordano. Tra gli altri il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, secondo il quale “l’Europa delle burocrazie e delle normative che si sovrappongono continuamente rischia di portare all’asfissia i progetti di ripresa dell’economia e non di favorirli”.