Blitz della polizia e dell’Fbi nei confronti di presunti appartenenti alla ‘ndrangheta operanti in Calabria e negli Usa, ritenuti appartenenti a un’organizzazione che controllava il traffico internazionale di droga tra l’Italia, gli Stati Uniti e il Sud America. L’indagine, coordinata dalla Procura antimafia di Reggio Calabria, è durata diversi mesi ed è stata condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Reggio Calabria, in stretto contatto con gli agenti del Federal Bureau of Investigation. L’inchiesta ha consentito di ricostruire vecchie e nuove alleanze tra le famiglie mafiose americane e quelle calabresi, confermando il ruolo di leadership della ‘ndrangheta nella gestione del traffico internazionale di droga.  Alleanze che già erano emerse nell’ambito dell’inchiesta “New Bridge”: in quell’occasione gli investigatori avevano infatti dimostrato l’esistenza di un “ponte” tra New York e la Calabria, costruito attraverso l’alleanza delle famiglie mafiose americane con le cosche dell’area ionica e reggina.Un ristorante nel Queens, a New York, gestito da un calabrese incensurato assieme alla moglie e al figlio: era questa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso intercettazioni audio e video, la base dell’organizzazione che controllava un imponente traffico di droga tra gli Stati Uniti e l’Italia. L’uomo, assieme ai familiari, è stato arrestato nelle settimane scorse: nel corso della perquisizione nel ristorante sono stati sequestrate oltre centomila dollari, sei pistole, un fucile, cocaina e marijuana.