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E’ llerta tubercolosi e scabbia a Roma dove dal campo profughi di via Tiberina sono fuggiti alcuni profughi. Dei 70i arrivati l’altra notte al camping Tiber alle porte di Roma, molti dei quali malati, solo una ventina hanno scelto di andare all’ufficio stranieri per essere identificati. Di questi un uomo e una donna con sospetta tubercolosi, «sono stati ricoverati in ospedale», hanno spiegato dalla Croce Rossa che ha escluso «qualsiasi emergenza sanitaria».
All’ufficio immigrazione della questura di via Salviati ieri pomeriggio c’erano altri tre casi di sospetta tubercolosi, corredati di certificato medico. Si tratterebbe di minori, anche se per due di loro sarà necessario l’esame osseo per stabilire l’età: tutti e tre sono stati riportati al campo in serata. Tosse e febbre persistente i sintomi su presunte cartelle sanitarie non firmate, allegate ai verbali. Tra chi ha scelto di restare c’erano anche una madre e i suoi due figli di 4 e 6 anni con la scabbia, ricoverati invece all’Umberto I, per poi essere ospitati in fretta in altri centri di raccolta romani.
Intanto proseguono gli arrivi in Sicilia. A Pslermno arrivati circa 500 profughi. Ancora uno sbarco a Catania. A bordo della nave portacontainer ‘Zenar’ sono in tutto 194 i migranti arrivati la notte scorsa. Tra loro anche due minorenni e 18 donne. Sulla nave anche i corpi di cinque uomini che sarebbero alcune delle vittime di naufragi dei giorni scorsi. Ad accogliere l’imbarcazione, oltre ai militari della guardia costiera e delle fiamme gialle, c’erano anche i volontari della Caritas diocesana che hanno fornito vestiti, scarpe e preparato la colazione.
Secondo i sopravvissuti alcune decine di migranti, forse una quarantina, sarebbero morti annegati nel Canale di Sicilia. Sembra vi sia stato un incidente su un gommone poco prima dell’operazione di salvataggio e in molti sarebbero caduti in acqua. La procura etnea ha aperto un’inchiesta sulla morte dei 5 migranti e il procuratore capo Giovanni Salvi ha delegato le indagini alla Squadra mobile della Questura. Sulla stessa motonave ‘Zeran’ sono stati eseguiti gli accertamenti medico-legali sui cadaveri.