Berlusconifmigliagrande
Non solo il Milan. Il Biscione intende cedere anche altri importanti asset. A cominciare da Mediaset.  Berlusconi ieri ha visto il thailandese Bee Taechaubol per discutere della vendita di azioni del Milan. Circa 500 milioni di euro per il 51% della società rossonera: questa sarebbe l’offerta presentata a Silvio Berlusconi e sua figlia Barbara ad Arcore. Quattro ore di incontro, finito proprio mentre si concludeva a San Siro l’ennesimo flop della squadra.
Ma poi ha incontrato Rupert Murdoch nella sua villa di Arcore. E pèare che si sia discusso della possibile fusione tra Sky Italia e Mediaset Premium.  A confermare la notizia riportata oggi da Milano Finanza è il figlio Pier Silvio: “Incontri di questo tipo sono nella norma – minimizza – i nostri rapporti con la famiglia Murdoch sono di lunghissima data e sono continuativi…”. Più volte negli ultimi due anni si era parlato di un interesse per Premium del magnate australiano, che ambirebbe a creare un unico player della pay-tv in Italia. In gioco comunque non ci sarebbe il controllo del ramo dell’azienda di Cologno Monzese: “Quello non è in discussione”, rassicura P.S.,  che del Biscione è vice presidente. “Siamo al centro dei giochi ma Premium non è in vendita: siamo aperti a partnership di minoranza”. Il vertice Berlusconi-Murdoch risale a qualche giorno fa.
Silenzio ufficiale da parte della società. Il presidente Confalonieri, da parte sua, non commenta e all’assemblea degli azionisti si limita a snocciolare numeri: “Abbiamo oltre 2 milioni di clienti attivi e dal prossimo agosto, per le prossime 3 stagioni, Mediaset avrà l’offerta più forte con il contenuto più pregiato per la tv a pagamento”, dice riferendosi ai diritti della prossima Champions League e della serie A. Bocche cucite sull’incontro anche da Sky.
Perchè tutta questa serie di vendite? E cosa farà la famiglia Berlusconi con la liquidità incassata?
Sono molti gli interrogativi che si pongono con le ultime mosse di Berlusconi. A partire da un disimpegno importante dall’Italia.
Certamente la famiglia non uscirà dal mondo dell’economia e della finanza nel quale continuerà a giocare un ruolo di primo piano. Ma probabilmente lo farà anche su altri mercati oltre a quello itakiano e su comparti industriali innovativi.