MatteoRenziIl voto sull’Italicum presenta più di un’incognita per il premier. Soprattutto Renzi teme i tanti no che potrebbero arrivare dai parlamentari dem.
E’ in corso alla Camera, con l’intervento del relatore, il presidente della commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto, la discussione generale sull’Italicum . Tre le pregiudiziali di costituzionalità e due di merito, che sono state presentate da Sel, Lega e Movimento 5 Stelle. Pregiudiziali che, ha spiegato la presidente della Camera Laura Boldrini, “non essendo state preannunciate in Conferenza dei capigruppo saranno esaminate e poste in votazione prima di passare all’esame degli articoli”.
Il vero nodo è che cosa faranno gli esponenti della sinistra Pd critici con il leader dem ma non irriducibili. Bersani, Bindi e Cuperlo potrebbero votare no, e Speranza? L’ex capogruppo, durissimo nelle ultime ore, è l’ago della bilancia. Se anche lui dovesse propendere per il voto contrario, i no all’Italicum arriverebbero pericolosamente verso quota 50-60. Renzi a rischio? Non proprio, ma soprattutto grazie alla compattezza dell’Ncd, che teme il voto anticipato, e al soccorso azzurro di circa 15 deputati verdiniani di Forza Italia (tra le quali non c’è Daniela Santanchè, fiera e strenua oppositrice di Renzi) ancora legati al Patto del Nazareno e che non hanno alcuna intenzione di assecondare la nuova linea di opposizione di Berlusconi e Brunetta.
Intanto la questione della fiducia sull’Italicum resta in ballo. Venerdì il premier Renzi aveva infatti spiegato che “martedì il governo deciderà se porre la questione di fiducia”. Un’ipotesi a cui l’ex capogruppo del Pd Speranza ha replicato: “Sarebbe una violenza al Parlamento”.