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Il bello di stare in Europa. Prima in  caso di dissesto di un istituto di credito intervenivano le altre banche con il Fondo interbancario. Ma adesso c’è l’Ue bellezza. E nell’Ue comandano i banchieri. Per cui se la tua banca fallisce dovrai rispondere tu che hai avuto la dabbenaggine di affidarle i tuoi soldi.
Parola di Ignazio Visco, presidente di Banca d’Italia. Che ieri in audizione al Senato lo ha detto chiaro e tondo: alla luce delle nuove norme europee sulla gestione delle crisi, le banche “dovranno adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori”.
Insomma, i clienti andranno pienamente informati del fatto che potrebbero dover contribuire al risanamento di una banca. Ce lo chiede l’Europa, è sottinteso.
Proprio per questo, la clientela, specie quella meno in grado di selezionare correttamente i rischi, “va – secondo Visco – resa pienamente consapevole del fatto che potrebbe dover contribuire al risanamento di una banca anche nel caso in cui investa in strumenti finanziari diversi dalle azioni”.
Una situazione abbastanza simile a quella della Grecia dove il governo coprirà i 400 milioni di euro di ammanco per soddisfare le esigenze finanziarie di questo mese con prestiti da alcuni fondi pensione che si sono offerti volontariamente di contribuire. Qua l’annuncio (funebre) è arrivato dal viceministro delle Finanze greco, Dimitris Mardas. Tsipras ha pure imposto per decreto l’obbligo agli enti locali di trasferire i fondi alla Banca di Grecia in modo da poter onorare le necessità di cassa dello Stato centrale. L’operazione ha portato alla protesta dei comuni. Invece si sono già allineate la metropolitana di Atene, con 150 milioni di euro, la prefettura dell’Attica, che ha trasferito 110 milioni, e l’agenzia per il lavoro, che ha dato allo Stato 80 milioni. Come Atene conti di restituirli, non si sa. D’altronde, glielo ha chiesto l’Europa.